LE FALSE LUSINGHE DEL VIRTUALE

DI CLAUDIA SABA

Ma quanto siamo prosaici nel sostenere che qui, tra le lucciole fasulle di un social, tutto sia sempre così perfetto?
E quando, di grazia?
Quando si fingono sorrisi con un like per poi leggere in una chat “vorrei tanto incontrarti?”.
O quando tu, pensando a una gentilezza, proprio non ce la fai a mandare a quel paese…
No, perché poi ti sentiresti pure in colpa, che forse sei solo tu ad aver frainteso.
Per scoprire, in seguito, che invece ci avevi visto proprio giusto, quando “dall’incontro” appena accennato ti arriva immediata la richiesta di un numero telefonico.
E il tuo whatsapp, improvvisamente, si trasforma in un solo giorno, nella cabina di un call center.
Con i messaggi di quel tizio che avevi ritenuto, erroneamente, solo più gentile di altri.
E no, non è per niente meraviglioso questo luogo.
Tendenzioso, semmai!
Un social trasformato nel nuovo “Uomini e Donne” virtuale, dove un uomo pensa di rimorchiare una donna con troppa facilità, o la ritiene “facile” e dove alcune donne si infiammano tra appuntamenti con il marito dell’amica, salvo poi andare a raccontarle tutto.
E che soddisfazione provano alcune nel farlo!
È qui che in molti poi, cercano notorietà, trafugando amici degli amici ai propri amici.
Per convenienza, per carpire notizie, per conoscere qualcuno ritenuto fino a quel momento, inavvicinabile.
Questo non è un luogo meraviglioso come qualcuno lo descrive.
Chi lo dice, mente a se’ stesso e agli altri.
È piuttosto un ribollitore di rabbia, di depressione nemmeno troppo latente, di gente infelice che fa di tutto per rendere infelice anche l’altro.
È un posto dove si fingono gentilezze e sorrisi, con la consapevolezza che proprio di questo si tratti.
No, non ditemi che questo è un luogo meraviglioso.
Può esserlo, certo, potrebbe diventarlo.
In pochissimi casi lo è.
Ma in troppi casi, ci si arrampica sugli specchi.
Per compiacere o per ricevere consensi, brevi come un lampo.
La vera vita è fuori. È dove si respira.
È tra l’odore delle pagine di un libro da leggere o tra la furia di un’onda che scorre impetuosa.
Qui, è solo passatempo.
È nascondersi dietro il vuoto di un Pc, dove l’aria non arriva e l’anima inaridisce.
E tutto questo, a volte, fa tanta compassione.