SE LA LEGA CITA GRAMSCI

DI ROBERTO CONTRONEO


Ieri nel suo durissimo discorso alla Camera, il capogruppo della Lega ha citato Antonio Gramsci. Ha citato la famosa frase: «Odio gli indifferenti». La Lega, cioè, odia gli indifferenti. Ora sarebbe facile fare ironia su questo. Ma io detesto questo modo di argomentare. Ognuno ha il diritto di citare chi vuole. Ma alcune cose andrebbero precisate.
1. La frase di Gramsci viene da un articolo dell’11 febbraio 1917. Per un numero unico della rivista: “La città futura”. Siamo in pieno conflitto mondiale. L’Europa, e non è una metafora purtroppo, è sprofondata nel sangue. Di lì a poco la Rivoluzione d’ottobre cancellerà quel che restava dell’Impero Russo. Gramsci scrive un lungo articolo per dire che dentro l’orrore di quella guerra (anche se non la nomina) si deve scegliere da che parte stare.
2. La frase cruciale non è quella che citano tutti. E che trovate ovunque. Il passo più importante dell’articolo di Gramsci è questo: «L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza».
3. Se devo rispondere con un certo rigore, tenuto conto dei due decreti sicurezza che la Lega rivendica, sono «materia bruta che strozza l’intelligenza». Come aggiunge Gramsci in un altro passo dell’articolo: «Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime».
4. Ritengo che il problema degli sbarchi sia un problema europeo. E dunque anche italiano. E che l’indifferenza nel lasciare sulle navi poco più del 3 per cento delle persone che sbarcano in Italia (perché gli altri sono invisibili, ma è un altro problema, quello vero) sia un perfetto esempio di propaganda e indifferenza. E se Gramsci non ha usato il termine qualunquismo è solo perché non esisteva ancora.
5. Il sovranismo è una roboante forma di indifferenza. Perché c’è una indifferenza delle piazze. E questo Gramsci lo sapeva molto bene. E prima di citarlo ancora, la Lega sappia che Gramsci avrebbe scritto anche «odio i sovranismi», perché questa idea è in ogni pagina dei suoi “Quaderni del Carcere” (ma bisognerebbe leggerli per capirlo).
6. Sarebbe ora di smetterla di citare da wikiquote, prendendo pezzi di autori di cui non si sa niente, di epoche storiche lontane che non si sa contestualizzare, tratti da libri mai letti, finendo persino per citare in modo sbagliato, perché le fonti non sono controllate.

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