Savoini uomo della Lega

CASO SAVOINI, L’AFFARE SI INGROSSA PER L’UOMO DELLA LEGA

DI FRANCO FREDIANI

Il vaso di Pandora è stato ormai scoperchiato. La battuta pronta e le frasi ironiche sono scomparse dalla bocca di chi si credeva ormai in una botte di ferro. In casa Leghista non si dormono più sonni tranquilli ed i pezzi del puzzle si vanno ricomponendo. Qualcuno si è risentito quando il solo Conte, sempre misurato e parco nelle sue uscite, si presentò in Parlamento provando a spiegare che della Russia, di Salvini e di intercettazioni, proprio non ne sapeva nulla, al punto da confermare che il governo da lui presieduto non aveva avuto alcun tipo di contatto con l’ex portavoce e uomo ombra di Salvini che, all’indomani della pubblicazione delle registrazioni audio da parte del sito d’informazione americano BuzzFeed, si affrettava a disconoscere persino la sua voce.

Fantastico, da Oscar per la migliore interpretazione come attore non protagonista. “Savoini chi?”, dirà prontamente Salvini, ma sarà una frase che probabilmente segnerà un periodo storico. Certe volte, l’ironia portata ai livelli massimi, diventa quasi poesia. Immediata la reazione leghista per bocca del presidente della Commissione bilancio della Camera, Borghi: “non è una persona della Lega, non è un parlamentare, non ha nessun ruolo ufficiale”.
Peccato che le uniche verità fossero rappresentate dal fatto che non è un parlamentare e non ricopre ruoli ufficiali. Ai piani alti della politica leghista si cercava di ricucire buchi e buchetti, ma qualcosa sembrava non tornare. Per loro sfortuna non siamo ancora arrivati a credere nei fantasmi, e questo ci ha dato ragione. Eppure, fonti certe affermano che questo ambiguo personaggio fosse andato in Russia in compagnia di Salvini, ovviamente senza un mandato specifico o legittimazioni ufficiali. Strano per uno che, guarda caso, ogni volta che un leghista vola in Russia, è sempre al suo fianco.
Al vaglio della Magistratura restano le registrazioni che riportano contatti avuti con lo stesso Putin e riferimenti a ingenti somme di danaro che sarebbero fatte passare per vie impervie. Non sempre, fortunatamente, le notizie sono prive di riscontri solidi. Così, mattone dopo mattone, come nel più classico dei mosaici, ecco affiorare il vero volto di Gianluca Savoini, alias Mr. Russiagate.
Le sue forme prendono contorni sempre più nitidi quanto riconoscibili, malgrado la consegna del silenzio raggiunga livelli di allerta da codice rosso.

Contorni talmente nitidi da permetterci addirittura di conoscere la comoda sistemazione sulla poltrona nell’ufficio al Pirellone, che da sei anni, con una continuità interrotta solo dai viaggi fatti avanti e indietro nella Russia di Putin, occupa come Vice presidente del Corecom, autorità indipendente della Regione Lombardia che vigila come garante della par condicio in ambito comunicativo e informativo. Invenzioni? Difficile smentire documenti che in questi giorni sono già stati pubblicati e messi a disposizione di tutti (vedi www.fanpage.it). Stipendio garantito di 2594 euro al mese che va a sommarsi ai 2600 euro messi a disposizione da Fnm, la società leader dei trasporti pubblici della Lombardia la cui gestione è stata affidata ad un altro pezzo da novanta della Lega, Andrea Gibelli, ex parlamentare e non solo, della Stessa. Malgrado tutto, nessuno finora ha mai ammesso di conoscere Savoini. Però carta canta, e non è un caso che esista la massima “verba volant scripta manent”. Dai documenti emersi la verità sembra essere ben altra. Ci spieghino perché Mr Russiagate risulta tra i contribuenti fissi della Lega con i suoi 400 euro mensili (prassi in uso per funzionari, eletti o meno nel partito del Carroccio, ndr). Le carte risultano implacabili nel descrivere movimenti ed entrate andate a rimpinguare le tasche personali dell’ex giornalista de La Padania che negli ultimi mesi non ha disdegnato l’accredito di altre entrate rilevanti come quella di 71.400 euro pagata da una società (Multinazionale) britannica che si occupa specificatamente di revisione contabile, la Ernst & Young. Come si può vedere le stranezze abbondano, ma non ci sorprendiamo del fatto che un giornalista, laureato in scienze politiche, che a quanto risulta non ha mai prestato in passato consulenze professionali per aziende del settore contabile (cosa che di solito viene affidata a ben altro tipo di figure professionali) possa essere il beneficiario di cotanta generosità, se non fosse che gran parte di queste somme di danaro sono SOLDI PUBBLICI e attraverso personaggi altrettanto PUBBLICI – uno dei quali è niente meno che il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, direttamente indicato da Salvini – passano nelle tasche di ambigui soggetti come Savoini, con il quale si vorrebbe addirittura far credere che non c’è alcun tipo di collegamento.

Ma non è finita qui. Si dà il caso che il Dott. Savoini sia anche noto come “fiero simpatizzante” nonché frequentatore, di ambienti nazifascisti; tanto da partecipare in qualità di CONSIGLIERE POLITICO della Lega – ad un incontro organizzato dal gruppo parlamentare di Alternative für Deutschland, il partito di ultradestra tedesco con simpatie naziste che all’Europarlamento fa parte dell’EAPN (il gruppo dei sovranisti europei al quale appartiene la stessa Lega).
La “fede” nera di Savoini è stata ben documentata dai colleghi di Next.quotidiano.it, che recentemente hanno reso pubblico il loro “dossier”, dove non manca neppure la copia del biglietto di invito, con tanto di accredito personalizzato, per l’incontro di Berlino al quale lo stesso Gianluca Savoini ha partecipato.
Particolari ancora più dettagliati sono ritrovabili nel libro del giornalista Claudio Gatti, “I demoni di Salvini. I post nazisti e la Lega”, dove l’autore dedica un capitolo intero alla figura di quello che sarebbe poi diventato Mr Russiagate.
A questo punto ci sembra doveroso fare una riflessione che possa dare un senso compiuto a quanto riportato. Il riferimento va inevitabilmente al grande rischio corso, e ancora potenzialmente in campo, per il ruolo e gli intrecci ora più che mai evidenti tra SOVRANISTI e NEOFASCISTI. Una sintesi che la Lega ha ben interpretato al punto di arrivare a muovere interessi sovranazionali. Sarà la Magistratura a fare chiarezza sulle dinamiche e sugli interessi che hanno richiamato persino l’attenzione di personaggi come Putin, capo di una superpotenza come la Russia. Si parla di Europa nel mirino, di interessi che potrebbero arrivare a coinvolgere lo stesso futuro di quegli Stati Uniti d’Europa che ancora oggi rappresentano il sogno incompiuto di intere popolazioni.