FINE CORSA PER IL TAXI PADOVA 2013, MA IL CONTO CHI LO PAGA?

DI VINCENZO PALIOTTI

Ne ha fatte di corse il Taxi Padova 2013, corse per raggiungere il potere. Renzi, Calenda, Richetti, Orfini, Giachetti, la Boschi e quanti altri sono saliti a bordo di quel taxi che portava in Parlamento i comprimari e nelle stanze del potere i “protagonisti”. Perfino Casini è salito a bordo pur di prendere una poltrona, un seggio.

Che spreco se avessero affittato un bus avrebbero risparmiato, ma tanto a pagare è stato l’elettore, quello che ci ha creduto, quello al quale della sinistra ex PCI, PDS, DS è rimasto solo un vago ricordo ed il conto da pagare, e lo ha pagato salato, e all’Italia hanno lasciato Salvini e Di Maio.

E non sono bastate le batoste prese in tutte le competizioni elettorali possibili, culminate con la sconfitta al referendum costituzionale con relativa promessa di lasciare la politica in caso di sconfitta. Non sono bastate ad alleggerirci della loro ingombrante ed inutile presenza.

Ora hanno pensato bene di farsi un taxi tutto loro, naturalmente per arrivarci però hanno preso per l’ultima volta il taxi Padova 2013 che “fedelmente” li ha portati ancora una volta a destinazione. Ovviamente lasciando il conto da pagare.