A RISCHIO GLI ESAMI PER LA PATENTE A CAUSA DELLO SCIOPERO DELLE AUTOSCUOLE

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Per la giornata di domani è stato indetto uno sciopero delle autoscuole per protestare contro l’introduzione dell’Iva al 22 % sulle patenti a partire dal 3 settembre scorso e sul recupero retroattivo a partire dal 2014. Purtroppo a pagarne le conseguenze per il momento saranno tutti quelli che dovevano sostenere l’esame proprio domani.

La associazioni di settore Unasca e Confarca hanno divulgato la notizia affermando, altresì, che non si terranno a causa dello sciopero il 50 % degli esami previsti in tale data. Esprimono anche seri dubbi circa il difficile recupero dell’aliquota negli ultimi 5 anni fiscali e per la sicurezza stradale dato che le ore di guida sono diminuite mentre le tariffe sono aumentate. La autoscuole dovranno ricalcolare le imposte su 3,8 milioni di patenti conseguite dal 2014 e dal 2018 e probabilmente non potendo imporre le tasse ai propri ex allievi temono di dover provvedere di tasca propria e a tal proposito affermano: “Il cambio di regime fiscale sulle attività formative è stato deciso dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 79 del 2 settembre scorso. Il Fisco ha infatti recepito la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 marzo di quest’anno che nega che l’insegnamento delle autoscuole abbia gli stessi requisiti di scuole o università e che, perciò, debba essere sottoposto all’imponibilità Iva, chiedendo però un’integrazione delle dichiarazioni dei redditi sulle ultime cinque annualità fiscali aperte. L’esenzione Iva – fanno notare – era in vigore dal 1972. Difficile, se non impossibile è l’azione di recupero dell’aliquota Iva sugli ex allievi che hanno pagato quanto pattuito secondo i listini degli anni scorsi quando vigeva per legge l’esenzione”; in secondo luogo “sulle conseguenze sulla sicurezza stradale con il calo drastico delle ore di guida degli allievi nel rapporto tra budget previsto e aumento delle tariffe delle autoscuole”.