ROMA, BUONA LA PRIMA. 4 A 0 ALL’ESORDIO EUROPEO CONTRO L’ISTANBUL BASAKSEHIR

DI GIACOMO MEINGATI
La Roma, nonostante una prima mezz’ora orribile, inizia col piede giusto la sua nuova avventura europea, mettendosi con decisione alle spalle la squadra che, in teoria, dopo il Borussia Mönchengladbach, è quella più rognosa del girone. L’İstanbul Başakşehir, giovane squadra turca fondata nel 90 da dove la Roma ha preso Cengiz Under, è, per la verità, una formazione piuttosto modesta, che, se aggredita e attaccata con intensità, dimostra evidenti limiti e debolezze, ma che, se affrontata con sufficienza può, con calciatori che hanno il meglio alle spalle ma pur sempre esperienza e spessore internazionale, dare fastidio e mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Con giocatori ormai attempati ma di grande qualità, come Arda Turan, Gael Clichy, Demba Ba, la squadra turca pur tenendo un ritmo molto basso e sbagliando tanto, ha messo in campo un tasso tecnico importante, senza però impensierire mai davvero la porta di Pau Lopez.
La partita inizia con una prima mezz’ora inguardabile, che si accende soltanto, nei primi minuti, con una sgroppata sulla fascia destra di Nicolò Zaniolo che poi accentrandosi ha scaricato un destro rasoterra che ha impegnato il portiere della squadra ospite con una parata non semplice, poi, francamente, più niente. Tanti errori, lanci fuori misura, pigrizia e mollezza agonistica da tutte e due le parti. Ne viene fuori una prima frazione di gioco che fa capire quanto sia profondo il gap tecnico e tattico con il livello delle gare di Champions League, e la Roma, senza produrre niente, si ritrova all’intervallo in vantaggio di una rete grazie a una brillante incursione di Spinazzola e a un goffo autogol del brasiliano Junior Caiçara.
Poi nel secondo tempo l’enorme divario tecnico a favore della squadra di Fonseca viene fuori, e la partita si accende, anche grazie ai lampi di un Pastore che, prima di uscire dal campo per lasciar spazio a Pellegrini, l’Olimpico per qualche attimo riesce persino a farlo sussultare, lasciando intravedere il perché Fonseca stia tentando di coinvolgerlo nel progetto e di recuperarlo.
Mentre a sorpresa nell’altra partita del girone gli austriaci del Wolfsberg stravincono 4 a 0 con i favoriti tedeschi del Borussia Mönchengladbach, all’Olimpico la qualità giallorossa viene fuori e alla lunga i turchi tirano i remi in barca, davanti a una Roma che mostra di avere individualità importanti e potenzialità da gran bella squadra.
La tecnica, la corsa, la gamba, il fisico di Zaniolo, l’eleganza la classe e i tocchi in profondità di Lorenzo Pellegrini, degni del miglior Peppe Giannini, la velocità di Kluivert, la presenza da leader di Dzeko, sono il patrimonio su cui si fondano le speranze dei tifosi in una stagione positiva e soddisfacente dopo l’ultima, pessima annata, mentre Paulo Fonseca dimostra ancora una volta di non essere un dogmatico, e di saper mediare le sue idee a seconda della realtà della singola partita, mettendo in campo una squadra con un turnover moderato e facendo i cambi giusti al momento giusto. Decisamente male ancora Juan Jesus e Diawara, ma c’è ancora tutto il tempo del mondo per mister Fonseca per creare un gruppo unito e sfruttare al meglio le qualità di tutti i singoli calciatori della rosa.