VIA SALOMONE TRISTE EMBLEMA DELLA MALA GESTIONE DELLE CASE POPOLARI

DI ROBERTO SCHENA MICHELE

Condivido questo post su via Salomone, uno dei tanti, troppo quartieri popolari malgestiti. Ce ne sono 16 a Milano in condizioni più o meno gravi. Ma rispondo al commento di chi l’ha postato, Nicola Di Marco, che punta il dito su Aler.
Io continuo a ripetere che non è l’Aler responsabile, ma la Regione, da cui dipende e che non finanzia l’istituto come sarebbe suo preciso dovere. Sua la responsabilità della chiusura delle portinerie, per esempio, un provvedimento gravissimo, che meriterebbe l’attenzione del Prefetto e che crea moltissime difficoltà ad Aler, in pratica le maggiori.
Aler fa quello che può, quando la si chiama in genere interviene, soprattutto in tema di sicurezza, dove però non ha alcun potere, può solo segnalare alla Polizia locale, che si fa vedere molto raramente.
La Regione, infatti, non è l’unica colpevole, anche il Comune ha le sue colpe pesanti. I vigili che non vengono mai quando chiamati, l’assenza di assistenti sociali nonostante le molte famiglie problematiche, l’assenza di educatori nonostante la presenza di molto bambini lasciati a se stessi, la mancanza di un rapporto franco fra sindaco e Regione, il continuo gioco allo scaricabarile, soprattutto avere scaricato su quest’ultima la gestione di metà delle case popolari ben sapendo che la Regione e l’Aler non hanno poteri d’intervento immediato come il Comune, che dispone di polizia locale, controllo delle strade, dell’ordine pubblico, delle infrastrutture.
Nicola Di MarcoSegui

VIA SALOMONE TRISTE EMBLEMA DELLA MALA GESTIONE DELLE CASE POPOLARI
A Milano Via Salomone è tristemente nota come uno dei casi più eclatanti di cattiva gestione delle case popolari. Edifici fatiscenti, servizi inefficienti, manutenzione inadeguata: insomma l’ennesima strada abbandonata al degrado da ALER (azienda lombarda per l’edilizia residenziale pubblica). A ciò si aggiunga il racket delle occupazioni abusive che controlla addirittura un alloggio su tre dei circa 500 presenti nella zona. Racket collegato alla inquietante diffusione del micro-crimine che genera angoscia fra i residenti.
Nel video che qui riporto viene data voce all’esasperazione dei residenti, costretti a vivere in edifici costruiti negli anni settanta dove a causa dell’incuria cadono calcinacci dalle facciate e dai balconi. Per non parlare degli sbandati che dormono nelle cantine, nei sottoscala aperti e nei sottotetti. Ci sono poi cumuli di rifiuti abbandonati nei vialetti, nei giardini o sulle scale. Uno scenario da incubo causato da anni di scelte politiche sbagliate sia del Comune sia di Regione che hanno preferito far finta di non vedere il dramma quotidiano che vivono i residenti.
Durante la visita del Papa di due anni fa, è stata nascosta la polvere sotto il tappeto per rendere meno impresentabile la via. Una volta spenti i riflettori, ALER e la politica sono tornate a dimenticarsi di via Salomone. E’ dal 2017 che ALER annuncia e promette un piano di rigenerazione urbana da 7,5 milioni di euro, dei quali 6,6 forniti da Regione. I lavori sarebbero dovuti partire nel 2018 ma non si è mossa una foglia. Ora l’Azienda promette che i lavori partiranno a fine mese. Come M5S continueremo a monitorare la situazione per assicurare ai cittadini che alle parole seguano i fatti, e per chiedere un’inversione di rotta nelle politiche della maggioranza regionale di centro destra e Lega affinché garantiscano maggiori e ben gestiti investimenti nel settore del diritto alla casa.

Visualizza immagine di origine