CARO ON.SASSOLI, LE SCRIVO…

DI BEBO MORONI

0n. Sassoli, mio padre era comunista perché era andato a lavorare a 8 anni e così mia zia, mia nonna Checca era comunista perché il fascismo gli aveva ammazzato due mariti lasciandola nella povertà assoluta, perché speravano ci potesse essere un mondo diverso e migliore. Mia Nonna Anita era comunista, perché’ vedova era stata lasciata sola dallo Stato con due bambini e tirava avanti con un banchetto di banane che doveva andare a cercare dai borsari neri, rischiando la vita ogni giorno. Perché aveva visto i “ ribelli” impiccati ai lampioni, perché nascondeva nell’abbaino i soldati americani e inglesi allo sbando. Perché suo figlio, Arturo Gismondi, era un partigiano Cristiano Comunista giovanissimo e coraggioso, perché le sue ultime parole, quarant’anni dopo furono “ attenzione nella macchina da cucire ci sono le bombe a mano”. Le bombe a mano non c’erano più dalla fine del ‘45, ma ci sarà un motivo se quella era la sua grande preoccupazione.
Avete equiparato milioni di persone buone e oneste agli zombie e ai collaborazionisti nazisti
E questa è una vergogna anti storica e imperdonabile.
Co sdegno
Suo
Bebo Moroni, socialista