QUEL ”BENEVOLO” PUDORE SULLE COSE DELLA PIANA

 

DI LUCA SOLDI

 

 

 

Certo non si può parlare di motivazioni legate ad una censura imposta, di ordini perentori ma le immagini che circolano su media ufficiali, sui giornali evidenziano quanto di poco conto si sia voluto tenere le tematiche concrete, le questioni che toccano direttamente i territori.
Ben poco si è letto dei motivi delle contestazioni ai politici avvenute a Firenze se non qualche generico accenno.

Altrettanto ben poco si è voluto chiedere, azzardarsi a chiedere cosa pensano quei giovani dell’impatto delle grandi opere sulla Piana.
Meno che mai sono state pubblicate le foto che riprendevano cartelli, striscioni o richiami contro il nuovo aereoporto, contro il sistema degli inceneritori, contro le nuove opere a carattere impattante sul territorio.
Piuttosto si è voluto evidenziare una contestazione generica, astratta.
Generalizzata nei confronti del mondo degli adulti. Si è voluto piuttosto raccontare della gioia dello stare insieme senza minimamente entrare sulle grandi tematiche che certa politica spesso subisce supina per muta accettazione delle decisioni prese in cerchie ristrette.
E se la gioia c’era ed era palpabile, perché non raccontare ai lettori, ai telespettatori che quei ragazzi, almeno larga parte di loro, erano ben consapevoli dei rischi ambientali causati dalle Grandi ed inutili opere della Piana?
Si è voluto invece lasciare, a questo sciopero, l’aurea di una protesta generalizzata. Rivolta ad una inversione di tendenze poco chiare.
E così meglio enfatizzare il carattere della festa popolare come ha rammentato il titolo della cronaca fiorentina di Repubblica.
Detto questo si è dato piuttosto enfasi alle parole del sindaco Nardella che presentandosi coraggiosamente ( non opportunisticamente ) e prendendosi pure delle sonore contestazioni ha voluto evidenziare di fronte a questa grande partecipazione giovanile quanto: “Il movimento è bellissimo, libero, niente portavoce. Non ho alcuna intenzione di usarlo e mi auguro che nessuno lo faccia”.
Un appello a tutti perché nessuno li condizioni.
Ed il sindaco avrebbe dovuto anche avere uno scatto nel dire, a quei giovani che probabilmente nel suo accanirsi contri i beni comuni, si ricordino di non esagerare.
Di non mettere in campo troppe forzature contro il nuovo aereoporto fiorentino.
Come hanno fatto tanti media colpiti da compassione per certi personaggi definiti, proprio da alcuni di quei ragazzi, come dei “bolsonari”della nostra cara Piana.
Dunque se di censura pare azzardato parlare, almeno dire che si sia trattato di un “benevolo” pudore, nel non rammentare certe questioni, lasciatecelo passare.