ITALIANE IN COPPA: AVANTI PIANO, CON IL 2-2-2

Di VANNI PUZZOLO

 

La tre giorni di Coppe, secondo turno delle coppe europee, si chiude anche questa volta con il bilancio scarno, più o meno, lo stesso della prima giornata: 2vittorie, 2 pareggi, 2 sconfitte, e tanti rimpianti .

Solo la Juventus, può dirsi realmente soddisfatta di questi due turni, dopo essere passata indenne da un campo ostico come quello dell’Atletico, con un pareggio che gli stava pure stretto, nel secondo turno vince con un perentorio 3-0 sul Leverkusen e mette in discesa il cammino qualificazione.

Rimane un dato di fatto, la eccessiva timidezza che ottime squadra in Italia non riescono ad imporre la loro forza anche in Europa, e questo vale soprattuto per il Napoli.

Veniamo comunque al dettaglio delle competizioni.

CHAMPIONS LEAGUE

Autorevole e convincente la vittoria della Juventus che regola allo Stadium con un secco 3-0 il Bayer Leverkusen, mette insieme 4 punti in due turni e si appresta a passare il turno in scioltezza, con buone chances di arrivare anche prima.

La squadra di Sarri non ha dato spettacolo, sia chiaro, ma ha dimostrato doti importanti: pazienza, solidità ed esperienza, non a caso il tecnico toscano ha messo in campo tutti i “ vecchi”, eccezione di De Ligt, e i bianconeri sono stati bravi ad accettare e sopportare il maggior possesso palla iniziale dei tedeschi per poi colpirli inesorabilmente.

Importante il ritorno al gol di Higuain, ( in Champions) e la conferma di Ronaldo che magari non farà il fenomeno, ma il gol lo cerca sempre con grande ossessione e lo trova.

Il Napoli fa arrabbiare, perché non riesce a cambiare il trend che anche anno scorso lo ha poi eliminato: grandi partite casalinghe, partite impaurite fuori casa: e non basta dire che in Belgio sono stati sfortunati ( ben tre i legni colpiti) perché una squadra forte, come quella di Ancelotti, con una rosa più che equilibrata, queste gare le deve andare a vincere senza discussioni, imponendo la legge del più forte.

Ancelotti quest’anno non può e non deve sbagliare, il giorno è alla portata, e subito dopo, o magari prima, del Liverpool, ci deve essere la sua squadra.

L’Atalanta incappa in una sconfitta incredibile e rocambolesca che però, facendo scopa con quella precedente ( secca quella) mette la squadra di Gasperini con un piede e tre quarti fuori dalla competizione e con difficoltà anche a ricavarci un posto in Europa League.

La squadra bergamasca ha disputato una gara coriacea e coraggiosa, sprecando un rigore, andando in vantaggio con il solito Zapata, ma subendo ben presto il pareggio degli ucraini, squadra sicuramente più smaliziata e non certo debole.

La voglia, e probabilmente anche l’irruenza, e la poca esperienza, hanno poi provocato una sconfitta maturata al 5’ minuto di recupero con i neroazzurri tutti proiettati in avanti alla ricerca del vantaggio e subendo così un contropiede grottesco dove anche portiere e difensore ci hanno messo del loro.

Due partite, zero punti, purtroppo, e probabilità vicino allo zero di passare il turno per la squadra di Gasperini.

L’Inter si ritrova pure lei con un bottino magro: 1 punto in due gare, avendo sprecato la ghiotta occasione della prima gara casalinga con lo Slavia Praga, ne è seguita poi una, prevedibile, sconfitta nel campo proibitivo del Barcellona.

In realtà l’Inter si è battuta benissimo e non avrebbe meritato la sconfitta, anzi, meritatamente in vantaggio per un’ora abbondante, ha sprecato più volte il pallone del raddoppio, e può recriminare per un netto rigore non concesso per un evidente atterramento,di Sensi, si stava sull’ 1-0 e la partita avrebbe avuto un esito diverso.

Poi sono saliti in cattedra gli assi catalani, Suarez e Messi su tutti, ma anche Dembele‘ e Vidal ( che alzati dalla panchina hanno fatto la differenza) l’Inter è calata di tono, si è abbassata e quando ti porti troppo vicino all’area certi giocatori è inevitabile che prima o poi la giocata la trovino.

Barcellona, è, e rimane, un campo proibitivo, gli unici a vincere sono stati negli anni 2000 Lippi con la Juve e Zaccheroni con il Milan, ma mai come questa volta l’impresa sembrava possibile e alla portata.

Sconfitta, ma con una buona prestazione, e tanti rimpianti, che però non fanno punti e mettono la squadra di Conte nella condizione di dover vincere le prossime due gare con i tedeschi del Dortmund per sperare per una qualificazione al momento molto compromessa.

Conte alla fine si è lamentrato molto dell’arbitraggio dello sloveno Skomina, e in realtà, ne aveva ben donde, ma pensiamo che quella di crearsi alibi e lamentele sia l’ultimo degli errori in cui l’Inter deve incorrere.

Certo l’applicazione del Var in Europa viene fatta in misura completamente diversa, servirebbe un ‘omogeneità, l’olandese in cabina a Barcellona, avrebbe potuto segnalare al collega la sua “topica”, ma si sa che a Barcelona in quello stadio così imponente e suggestionabile anche dalla storia dello stesso “ Barca” può capitare che gli arbitri pendano un po’.

L’Inter deve inserire questa sconfitta, e ammortizzarla, in un percorso di crescita che deve continuare, ma che già sta dando buoni esiti e ottime prospettive.

L’Inter spavalda dei Sensi, dei Barella, dell’omni-presente Brozovic è piaciuta e ha dimostrato di potersela giocare anche con i temibili tedeschi del Dortmund, quindi meglio lasciar da parte le polemiche, che intossicano il sangue, e pensare a migliorare quello di buono che è stato fatto.

Conte dovrà lavorare sulla tenuta, perché in Europa si deve giocare e aver forza di rimanere in partita 95/100 minuti, un’ora non basta , e dovrà soprattutto cercare di trasformare quel 5-3-2, ( troppo remissivo) in un 3-5-2, per poter ribaltare l’azione con più disinvoltura.

EUROPA LEAGUE

Le romane fanno un passo in avanti.
La Roma, alla squillante vittoria del primo turno, conquista un pareggio per 1-1, un po’ deludente, ma comunque fruttuoso e in un campo ostico come quello degli austriaci che sono la rivelazione di questa competizione ( all’andata avevano vinto ben 4-0 in terra tedesca).

Chiaro la Roma senza Dzeko è una squadra diversa, Kalinic ancora sembra l’ombra del bel attaccante visto a Firenze, ma i segnali di risveglio di Zaniolo, la freschezza agonistica di Klivert fanno ben sperare, e Mirante è sempre un portiere affidabile .

La Lazio, seppur in sofferenza, e reagendo ad un primo tempo avulso e inguardabile, rimedia alla sconfitta del primo turno, pure questa rocambolesca, e riesce a rimontare i francese del Rennes, che non sono certo degli sprovveduti.

Milinkovic e Immobile, una volta in svantaggio, prendono in mano la situazione e alla fine arrivano i tre punti che rimettono la Lazio in carreggiata, sperando che l’approccio alla partita non sia sempre così amorfo.

Come detto in apertura, un turno interlocutorio, che conferma il difetto tipicamente italiano, che ci impedisce di fare partite coraggiose anche all’estero.