TRUMP: ERDOGAN LIBERO DI ATTACCARE. I CURDI SONO SOLI

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Tanti messaggi affidati dal presidente americano al social Twitter per giustificare l’abbandono del territorio al confine siriano da parte delle truppe statunitensi. Questo permette così a Erdogan di avanzare con le sue truppe e distruggere obiettivi curdi, finora sotto la tutela del contingente americano.

Dopo una telefonata con il presidente turco, contro il parere del Pentagono e del Dipartimento di Stato, Donald Trump si è detto disposto a iniziare il ritiro delle sue truppe e lasciare così Erdogan libero di invadere la Siria a nord-est della Turchia per distruggere le forze ribelli curde. In una conferenza stampa Erdogan ha lasciato intendere come i due paesi siano d’accordo di questa operazione militare turca e hanno stabilito di comune accordo un prossimo incontro a novembre a Washington: “Le nostre delegazioni avranno occasione di discutere in modo dettagliato le relazioni tra Turchia e Stati Uniti e gli sviluppi che ci saranno in Siria”.

Secondo alcuni osservatori la Turchia ha già aperto il fuoco in alcune aree vicino al confine e il ritiro delle truppe americano è appena iniziato.

Un tradimento che Trump ritiene legittimato dal fatto che “… la Turchia, e non gli Stati Uniti, deve essere responsabile per tutti i combattenti del Daesh provenienti da «Francia, Germania ed altre nazioni europee» che sono stati catturati negli ultimi due anni dopo la sconfitta del califfato territoriale ad opera degli Stati Uniti”. E attraverso Twitter il presidente americano spiega il motivo del ritiro: “È il momento di mollare ridicole guerre senza fine. Dobbiamo riportare i nostri soldati a casa. Combatteremo solo dove avremo benefici, e combatteremo solo per vincere. Turchia, Europa, Siria, Iran, Iraq, Russia e i Curdi dovranno cavarsela da soli”.

Ora sarà Erdogan a condurre il gioco, facendo chiaramente capire come sia assolutamente impossibile per il popolo turco tollerare ulteriormente le minacce dei gruppi terroristici riferendosi ai guerriglieri Ypg, dell’Unità di Protezione del Popolo curdo.

La Turchia considera da sempre i curdi dei terroristi e ha mal tollerato la tutela degli americani nei loro confronti. Il capo della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu sottolinea: “Siamo determinati a garantire la sicurezza della Turchia ripulendo la regione dalla presenza dei terroristi. Contribuiremo a portare sicurezza, pace e stabilità alla Siria”.

L’operazione militare decisa da Recep Tayyip Erdogan e l’appoggio fornito dagli Stati Uniti con ritiro dei militari da questa zona, desta grande preoccupazione non solo in Europa ma anche all’Onu. “La transizione politica, in conformità alla risoluzione Onu ed il comunicato di Ginevra nel 2014 è l’unica via da percorrere. – Riferisce il portavoce della Commissione europea. – L’Unione Europea ribadisce il sostegno all’unità, la sovranità e l’integrità territoriale della Siria”. Da parte sua l’Onu esprime allarme per ciò che potrebbe succedere dal punto di vista umanitario e come potrebbe evolvere in peggio la situazione.

Il popolo curdo, al cui fianco hanno combattuto fino ad ora le forze americane contro lo Stato islamico si trova abbandonata al suo destino nella difesa del nord-est della Siria. Le forze curdo-siriane sono pronte ad affrontare da sole la guerra totale, nonostante i tanti anni di sofferenze subite, ma che l’attacco turco rischia di trasformare in una guerra permanente.