IL REGNO DI FANGOLANDIA

DI MARINA NERI

Ieri mio figlio mi ripeteva la Filosofia. È il suo primo anno di approccio a questa materia. Inconsciamente sapevo gli sarebbe piaciuta. Dopo i vari Talete e Company è toccato a Eraclito passare sotto i raggi x del suo critico esame. La teoria del divenire che trova nel fuoco la sua ragione d’ essere gli è piaciuta.

Panta rei, tutto scorre … Scorre l’ acqua e ogni goccia non e’ mai uguale a se stessa, scorre il sangue nelle vene e, nonostante il suo tendere a coagularsi in questi tempi a causa della nostra pavidita’, ancora troviamo un qualche recondito pensiero, una ragione per iniettare un farmaco fluidificante e, forse, salva Vita.

Scorre anche il fango…quello reale, fisico, possente che tutto travolge e distrugge. Quello che scende dalle nostre montagne violentate dal dissesto idrogeologico dopo ogni pioggia, quello che rende poltiglia inguardabile le macerie dei nostri luoghi terremotati, quello ormai divenuto Alter Ego di meraviglie millenarie paesaggistico_ culturali.

E poi scorre il fango metaforico, quello dei ” Dicono”… Quel velenoso, sibillino bisbiglio paragonabile al tarlo insinuato dal serpente nella mente di una ingenua ed impressionabile Eva. _

” Dicono che….”_ E il fango monta, come panna da cucina, e la sua consistenza aumenta nel mentre esso esce dall’ ambiente ovattato in cui fu pensato, creato, costruito e si riversa all’ esterno. Effetto valanga: rotola, rotola e, da discorso da Comari, fatto nel chiuso di un salotto dinanzi ad un fumante the’, nel chiuso di una chat, di un discorso bisbigliato, diviene onda che tutto travolge senza piu’ inizio ne’ fine.

Tre protagonisti: Il preparatore di fango, un Giornalismo servile e di apparato che ha barattato la Verita’ con la Propaganda ed il Popolo di Fangolandia. Quanto fango mediatico negli ultimi tempi… Potessi proporre un reato da inserire nel codice penale proporrei uno rubricato ” Vilipendio al Popolo italiano” ogni volta che vengono divulgate notizie false tendenti a far progredire la macchina del fango.

Ma, prescindendo dalle difficolta’ future nel poter proporre una legge di iniziativa popolare, il Fango serve in tutta la sua opaca consistenza.

Il Popolo, quello mediaticamente influenzabile, quello che desidera solo ” l’ immediato pensiero” per assorbirlo passivamente come fosse il ritornello di una canzonetta, perché non Sa, non Puo’, non Vuole addentrarsi in personali speculazioni, indagini critiche, o piu’ semplicemente perche’ non desidera esporsi, nell’ ombra creata dal fango non vede il torbido che lo circonda perche’ , volutamente ed artatamente, indirizzato a guardare verso una ” piccola melma”.

E quando quella piccola melma si scopre che in realta’ era un'” isola felice” , nelle fucine del fango si lavorera’ alacremente per produrne altro piu’ resistente al diluente dell’ Onesta’, della Legalita’ e della Buona Fede.

Tutto deve rimanere nel Buio, perche’ e’ mentre si brancola che si ha bisogno di qualcuno. Cosi’ i Doveri rimarranno appannaggio di pochi poveri illusi che ancora credono ai giuramenti prestati. I Diritti saranno sempre Favori concessi dai tiranni di turno.

I sogni si chiameranno sempre utopie perché è più comodo crogiolarsi nell’ ” inutile fare tanto non cambierà nulla” piuttosto che lottare per fare cambiare lo status quo.

Panta rei… Tutto scorre…. Mi piacerebbe, che in questo scorrere si tornasse ad un’ esigenza primordiale.

Un Big Ben da cui siamo partiti: Cultura e Conoscenza unici Solventi per dipanare il fango. Utopia? Forse! Ma mi consente ancora di nuotare a testa alta !

Foto di Marina Neri