GUERRA AI CURDI IN SIRIA PER FERMARSI DOVE? TRADITI E MOLTI TRADITORI

DI ENNIO REMONDINO

Curdi pronti a resistere alla Turchia guardano ad intese con Damasco e non soltanto. Obiettivi turchi chiari tra idee confuse (ed elettorali) americane e i silenzi sospetti della Russia di Putin. Cresce la mobilitazione di civili e combattenti nel Rojava. Intanto la leadership curda in cerca di alleanze lancia segnali concilianti al governo siriano. L’obiettivo dichiarato dalla Turchia è assieme chiaro e bugiardo, impedire la formazione di uno stato o di qualsiasi forma amministrativa autonoma curda sul suo confine siriano. E la loro operazioni militare, giurano, non sarà occupazione di territori altrui e si limiterà a creare una ‘fascia di sicurezza’ di 30 chilometri. A far finta di credersi forse soltanto Washington, forse solo l’attuale Casa Bianca, e solo per convenienza di casa. La bugia Statunitense è clamorosa come il suo presidente che straripa a colpi di tweet. Concede al non amico Erdogan tradendo gli alleati curdi, credendo di poterselo giocare se mai dovesse strafare in Siria, con una delle sue solite piroette politiche. Sfugge a Trump, tre le tante cose, la dimensione del conflitto che ha di fatto avallato nelle terre vissute dal popolo curdo, in Siria, ma sopratutto in Turchia, in Iraq, e un po’ anche in Iran… CONTINUA SU REMOCONTRO:

Guerra ai curdi in Siria per fermarsi dove? Traditi e molti traditori