IL TAGLIO DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI: ALCUNE CONSEGUENZE

DI ROBERTO SCHENA MICHELE

Il taglio del numero dei parlamentari, al di là del risparmio, che mi sembra del tutto secondario, renderà ciascuno dei prossimi eletti più potenti, soprattutto i senatori, che saranno appena 200. Questo obbliga i partiti a riflettere meglio sulle candidature, non potranno più permetteresi dei semianalfabeti o degli scaldabanco. Dovranno essere persone degne, preparate, molto attive, all’altezza del confronto sulle cose, davvero rappresentative. Davvero esperte in varie materie. Perdono coloro che sono eletti in base al numero di preferenze clientelari, ora infatti ne occorreranno molte di più, rendendo più difficile raccoglierle e controllarle. Ma soprattutto espone molto meno i Governi al ricatto dei singoli, dei gruppetti, rendendoli più stabili. E’ vero che le lobbies hanno lavoro più facile, però sarà anche più visibile la loro influenza e i parlamentari dovranno fare i conti con i cittadini che li hanno eletti in collegi elettorali più vasti, dove conterà maggiormente il voto di opinione.
Avrei preferito il bicameralismo differenziato, ma visto che non si può ottenere di meglio…

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