TAGLIO AI PARLAMENTARI. SI PREPARA IL REFERENDUM

DI GIOVANNI PAGLIA

Dicono che oggi la maggioranza del popolo italiano sia soddisfatta.
Nulla tuttavia mi impedisce di sentirmi parte di quella presunta minoranza che è triste, preoccupata, arrabbiata.
Abbiamo visto il Parlamento preparare il terreno alla casta calpestando se stesso.
Non doveva succedere, ma è successo.
Adesso che si fa?
Ci si impegna insieme, più di prima.
Si lavora per costringere un Governo partito malissimo a continuare meglio.
Si prepara il referendum, con gli argomenti che spontaneamente in migliaia stiamo facendo circolare.
Vedi mai che ci scopriamo maggioranza…

PRIMA DEL VOTO SCRIVEVO QUESTO Ci sarebbero 1000 e più motivi per votare contro il taglio a freddo dei Parlamentari.
Per quanto mi sforzi, non ne vedo nessuno a favore.
Chi parla di risparmi dovrebbe solo vergognarsi, perché mette la democrazia sul banco del salumiere, ma intanto incassa senza riserve il suo lauto stipendio.
La maggioranza di quelli che oggi voteranno a favore sa benissimo che ho ragione, ma voterà comunque contro coscienza, per conformismo, paura o un malriposto senso di lealtà.
Ho avuto la fortuna di dovermi vergognare solo una volta del voto del mio partito: avevo vent’anni e Rifondazione disse sì al pacchetto Treu.
Non potevo fare nulla, ma ancora mi sento in colpa.
Questa potrebbe essere la seconda e mi dispiace di non aver potuto fare di più.