ENNESIMO FEMMINICIDIO IN ABRUZZO. LUI UCCIDE LEI E INSCENA IL SUICIDIO. ARRESTATO

DI CLAUDIA SABA

Ha confessato Cristian Daravoinea, 36 anni.
È stato lui a uccidere la sua compagna.
Lei è Mihaela Roua, 32 anni.
Mamma di una bambina di 6.
Le ha piantato due coltellate nel petto.
Nel suo appartamento di Nereto, vicino Teramo.
Cristian, che si era reso irreperibile, è stato poi rintracciato nella serata di ieri.
Nascosto nel parcheggio di un hotel, chiuso nella sua macchina.
Sanguinante.
Dopo aver accoltellato la compagna, Daravoinea si sarebbe inferto nove colpi al torace con lo stesso coltello con cui aveva ucciso la compagna.
Le ferite inferte a se’ stesso, non sono profonde.
Soccorso e trasferito all’ospedale di Giulianova, è stato posto in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario.
In attesa della convalida del gip.
Si consuma così, un altro femminicidio.
Per mano di uomini senza spina dorsale.
Maschi che non si rassegnano
all’idea di essere lasciati.
Da donne che ritengono oggetti di loro proprietà.
Maschi che pensano di essere uomini solo attraverso la violenza.
Che sperano di colmare così, la loro totale mancanza di attributi.
Uomini quaquaraqua’, ominicchi spavaldi e boriosi.
Che umiliano le loro donne con le parole, poi con i pugni, per finirle definitamente con un coltello.
Che stanchezza continuare a parlare di morti.
Di donne che invece portano vita, futuro e speranza.
Che stanchezza raccogliere battaglie perse.
Ci aspettiamo “uomini”, capaci di combattere al nostro fianco.
Che vincano insieme a noi la guerra.
Senza spargere più sangue.