NOBEL PER LA PACE 2019 A ABIY AHMED ALI, PRIMO MINISTRO ETIOPE

DI CHIARA FARIGU

Con la motivazione ‘Per i suoi sforzi nel raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per le sue iniziative decisive per risolvere i conflitti lungo il confine con l’Eritrea’, ad aggiudicarsi il Nobel per la pace 2019 è Abiy Ahmed Ali, primo ministro etiope.

Ritenuto già da prima che ricoprisse il ruolo istituzionale ‘la più grande speranza per il futuro democratico del Paese’.

Abiy Ahmed Ali, fin dal suo insediamento, nel 2018, ha introdotto importanti riforme per modernizzare il sistema economico europeo. Contrapponendosi con determinazione alla élite conservatrice del vecchio sistema. Noto per le sue idee ‘rivoluzionarie’, si deve a lui il rilascio di migliaia di prigionieri politici e la legalizzazione di gruppi di opposizioni classificati come ‘terroristici’.

Il suo sogno più grande è far decollare l’Africa, affinché gli africani rimangano lì nella loro terra. Pace all’interno del Paese e pace coi vicini. Come quella stipulata con l’Accordo di Algeri che ha posto fine a uno stato di belligeranza con l’Eritrea che durava da vent’anni.

Di etnia oromo (il gruppo maggioritario del Paese ma anche il più marginalizzato), il 42enne premier ha dichiarato fine allo stato di emergenza che da tempo gravava sull’Etiopia. La sua ambizione più grande, costituire uno Stato di diritto. Una sfida che incontra moti ostacoli. Come sempre avviene quando l’innovazione si contrappone ad uno status quo poco incline ai cambiamenti.

Niente da fare invece per Greta Thunberg. Data da giorni la grande favorita

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