“TUTTO PER AMORE” DI RENATA BUONAIUTO OVVERO “LE DONNE CORAGGIO”

DI CLAUDIA SABA

Piccole ma grandi, sono le donne coraggio come mamma Daniela.
E grandi, sono le donne, che hanno il coraggio di raccontare le loro storie.
Come Renata.
Mentre si avvicina alla sofferenza e l’accarezza.
Con grande umiltà.
Il libro di Renata Buonaiuto è una sfida al pregiudizio.
Al giudizio, spesso controverso, di chi tocca da vicino il dolore e decide, comunque, di scegliere.
E le mamme scelgono sempre.
Con sacrificio, con mille dubbi senza, però, indietreggiare mai di un passo.
Daniela, mamma coraggio, mamma dal passato abusato e sofferto. Messo da parte per suo figlio.
Una storia che s’incrocia spesso, con la storia più importante della sua vita.
La storia di sua mamma.
Anche lei abusata, vittima, donna deturpata della sua esistenza.
Storie che si ripetono e si tramandano di mamma in figlia.
La storia di Daniela scuote.
La sensibilità di Renata, mentre la racconta, è un sussurro sul cuore di Daniela.
Il testo, scorrevole e chiaro, non lascia spazio a dubbie interpretazioni.
Allo stesso tempo spazia, tra mille interpretazioni.
I particolari, anche i più aggressivi, sorprendono.
C’è, nella scrittrice, tutta l’empatia di chi sa come trasmettere ogni sensazione.
L’ansia, la sofferenza, il dolore, l’incertezza del domani.
Daniela, la protagonista del romanzo, è tutte le mamme coraggio che scelgono di salvare il proprio figlio.
A volte anche denunciando. Una denuncia che pesa come un macigno per Mike, ma che salverà la sua vita dall’incubo della droga.
C’è, nascosta tra le righe, la molla forte dell’amore.
L’amore sofferto di Pina, mamma di Daniela.
L’amore grande di Daniela per suo figlio Mike.
E poi c’è un altro grande amore. Quello di Mike per Daniela, sua mamma.
Sarà lui, l’ultimo tassello di questo amore, chiamato al perdono.
Perche’ perdonare, è l’atto d’amore più grande che un essere umano possa compiere. Prima verso sè stesso, e poi verso gli altri.
Una storia tenera e forte, che scuote dall’inizio alla fine.
Che fa riflettere.
Entrare nelle pieghe del dolore con tanta delicatezza, è stato per me, un grande privilegio.