DALLA KERMESSE DI NAPOLI ALLA LEOPOLDA. 5STELLE E ITALIA VIVA LA NUOVA POLITICA ANCORATA ALLE IDEOLOGIE, MA IN MANIERA DISINVOLTA

DI MARINA POMANTE

C’era una volta, anzi, c’erano una volta, i congressi di partito, le sezioni, le direzioni regionali, locali, le cellule, nelle quali avveniva il confronto tra i militanti e si proponevano idee, strategie, linee da perseguire in nome del partito.
Oggi tutte queste cose qui non ci sono quasi più, e dove permangono, hanno assunto una connotazione differente, quasi festosa, comunque meno austera e pragmatica, seppure conservano i dogmi e le ideologie del partito.
Si preferisce un raduno in piazza, un Meet-up, piuttosto che incontrarsi in una sala presa in affitto in un hotel, e ci si sente più liberi, più sciolti, e quando si è più liberi, si parla meglio.

La politica ha archiviato certe convenzioni e certe ortodossie, in favore di un maggiore modernismo comportamentale, si resta ancorati certamente alle ideologie, ma in maniera disinvolta. Le aperture agli ospiti, sono sempre occasioni particolari di interesse. E se a partecipare, portando il suo prezioso contributo in chiave di ospite ammiccante, è un cantante o un attore famoso, a dire il vero si crea maggiore interesse di quanto si avrebbe nell’ascoltare il barbuto scrittore intellettuale che parla con linguaggio forbito e arriva a pochi…

Si è appena conclusa la Kermesse dei 10 anni del Movimento 5 Stelle, Una “festa” organizzata a Napoli, dove sono convenuti da ogni parte del territorio sostenitori e simpatizzanti, ma anche ovviamente i militanti ed i rappresentanti delle varie zone e regioni.
Una festa, tutto sommato, nata sotto una buona “stella” che si è protratta con toni di autocompiacimento e trionfalismi vari, sebbene non siano mancate le critiche interne ed i moniti di alcuni, a scelte politiche che squilibrano un po’ la filosofia del Movimento di 10 anni fa.
Appunto, il Movimento, parola che mai come adesso esprime appieno il suo vero senso, si sta muovendo verso la sua naturale evoluzione e se anche restano fermi i punti principali che ispirarono un decennio fa, altre regole e convenzioni, stanno mutando rapidamente in favore di una politica più pratica, più snella, che vede anche all’interno del M5S la stessa praticità. Si bada al concreto e si correggono certi imprescindibili assunti.

Il capo politico, Luigi Di Maio, in conclusione della due giorni a Napoli si è rivolto alla platea dicendo che “il M5S sarà ancora ago della bilancia di molti governi nei prossimi anni”. Abbandonando implicitamente l’obiettivo di andare a governare da soli.
Un progetto peraltro piuttosto arduo se non irrealizzabile, sia per la quota percentuale che un singolo partito possa riuscire ad ottenere alle elezioni, sia perchè i sondaggi che prima vedevano con largo favore il Cinque stelle sul podio, ora ne segnano un crollo verticale, anche se le percentuali continuano a premiare il Movimento come uno dei maggiori “partiti”.

Di Maio, oltre ad anticipare i lavori di governo e gli obiettivi dell’esecutivo giallo-rosso ha parlato anche di un’ulteriore modificazione in seno al Movimento: “Da qui a dicembre — ha spiegato — nasce un percorso perché gli iscritti possano decidere chi deve rappresentare il Movimento a livello nazionale e regionale, per ogni tema. Dal 12 ottobre all’11 novembre ognuno può presentare un progetto. Ognuno ci deve dire che cosa vuole fare per il Movimento” sul tema che ha scelto. “Non deve essere un solista, deve essere un team in grado di aggregare altre persone”.
Un cambiamento, un’evoluzione bellissima secondo alcuni, perchè rende attive molte più persone e per dirla alla Gaber: “libertà è partecipazione”.

Altra novità (della quale in effetti se ne sentiva il bisogno realmente) è che oltre al capo politico, nel Movimento ci saranno un’ottantina di persone che lo gestiranno. Questo dovrebbe garantire una visione pluralista il quanto più possibile, sempre s’intende nell’ottica del progetto pentastellato. Non sarà più quindi solo ed esclusivamente responsabile delle scelte, Luigi Di Maio, ma sarà coadiuvato da una folta schiera di fedelissimi.
Un Movimento quindi, che finalmente sta rendendo se stesso, sempre più simile ad un tradizionale partito politico. Una realtà che, presa coscienza del proprio potere e degli oneri connessi, si sta articolando sempre più in direzione di una capillarità interna atta a garantire che tutto fili liscio. Chissà che non si arrivi ad abbandonare le tanto vilipese votazioni on-line sulla piattaforma Rousseau.

La politica quindi si sposta verso una maggiore pubblicità di se stessa ed applica format e convenzioni, fino a ieri riservate ad una serata di gala o all’elezione di miss Italia. E sul red carpet, non sfilano modelle in tacchi altissimi con spacchi vertiginosi che dicono che vogliono la pace nel mondo, ma “operatori” della politica, ministri, assessori, non disdegnando di lasciare sempre la porta aperta all’artista o allo scrittore, come pure al comico acclamato in tutte le piazze, che stavolta tra una batt uta e l’altra, è lì per sostenere la causa del partito.

Chi ha qualche anno, ricorda le sezioni politiche di quartiere, dove seduti a rovescio su una sedia di legno, ci si accalorava e bestemmiando e fumando e bevendo, si portavano avanti le proprie convinzioni sulla condotta del partito. Mentre il segretario di sezione, annotava tutti (o quasi) gli interventi significativi, per poi inviarli alla sezione provinciale, che a sua volta li trasmetteva alla regionale e così via fino ad arrivare sul tavolo dell’apparato di partito, nella stanza dei bottoni, dove il segretario generale (o chi per lui) prendeva atto delle rimostranze e delle proposte della base.

Tutto questo ora sembra un film in bianco e nero di François Truffaut, eppure non sono così distanti questi “buffi personaggi” dai frequentatori, ad esempio, della attuale Leopolda.
La Leopolda è il nome con cui viene indicato un convegno politico ideato e lanciato da Matteo Renzi a partire dal 2010 che si svolge ogni anno in autunno, a Firenze, presso l’ex stazione Leopolda.
Renzi afferma che: “La Leopolda non è un meeting di partito, ma un incontro di persone che credono nel valore della politica”.
Di conseguenza è aperta a chiunque la partecipazione e (coi dovuti filtri) anche gli interventi sul palco.

Anche in questo caso, si è voluta abbandonare la sede ufficiale dove riunirsi a congresso, scegliendo un luogo alternativo, un luogo dismesso e recuperato dal Pd, partito in cui militava appunto Matteo Renzi, che da pochi giorni ne è uscito portando con se una piccola schiera di persone a lui vicine, per fondare un nuovo soggetto politico: Italia Viva.

Renzi fonda un nuovo partito (sembra più a destra del Pd, ma sarà il tempo a sancirne la posizione) e trasferisce il know how maturato da lui negli anni, in questo partito, ma si premura di sottolineare che non toglierà l’appoggio al governo di Zingaretti e di Di Maio. Però mette in chiaro il suo punto di vista e ammonisce velatamente tutti, sul fatto che la sua creatura, appena nata, riscuote immediatamente consensi crescenti da più parti…
Cosa succederà nella prossima Leopolda? Intanto bisogna subito notare che Renzi per la decima edizione, per ovvi motivi non ha potuto più contare sull’assistenza “tecnica” del municipio: gli è rimasto solo il manager Presta per l’organizzazione. E i famosi “tavoli” saranno la metà.
Insomma per questa edizione c’è sicuramente l’incubo di un flop, ma Matteo Renzi alla sua convention politica annuale, presenterà il nuovo partito, Italia Viva.

L’evento scatterà questo week end, dal 18 al 20 ottobre. L’attenzione sarà rivolta su Firenze, per assistere alla nascita del nuovo soggetto politico dell’ex premier.
Matteo Renzi ha già aperto a chiunque voglia dare una mano con nuove idee, lo scrive sulla sua enews.
Poi invita a registrarsi in anticipo perchè così facendo si beneficerà di una fila preferenziale all’ingresso.
Però poi precisa anche che sarà possibile registrarsi direttamente alla Leopolda e che è previsto un ingresso dedicato per persone disabili.
Partecipare alla Leopolda non costa nulla, ma si è esortati a donazioni volontarie ma non obbligatorie, a sostegno dell’iniziativa, e le donazioni si possono fare anche on-line. (vedi alle volte il vantaggio della tecnologia).
Alla Leopolda c’è un ristorante e anche uno spazio dedicato ai bambini.
Insomma tutte cose che preludono ad una grande “festa” dalle sfumature squisitamente politiche ma non solo.

Si parte venerdi 18 ottobre con un aperitivo alle 19, poi si da inizio ai lavori.
Per sabato 19 ottobre le iniziative in programma vanno dalle 9.30 fino alle 20.30. Naturalmente è prevista la pausa per il pranzo. Ci saranno una cinquantina di tavoli di lavoro ai quali parteciperanno anche i parlamentari di Italia Viva.
La giornata conclusiva è domenica 20 ottobre. I tavoli si formano dalle 09.30 e vanno avanti fino alle 13.00.
Per la chiusura dell’evento interverrà Teresa Bellanova, ministro delle poliche agricole, e finalmente l’atteso discorso di Matteo Renzi.

Se si vuole intervenire bisogna andare sul sito della Leopolda, registrarsi fornendo i propri dati personali e scrivere il testo dell’intervento che si intende fare. Un intervento che dovrà durare non più di 3 minuti.
Per partecipare è consigliato registrarsi (sullo stesso sito) compilando il format in fondo alla sezione della pagina dedicata.
Un evento questo, ormai consolidato e avviato a sfilare come i precedenti, fatto salvo che il “patron” ha cambiato casacca e se ne è fatta cucire addosso una tutta sua. Le tematiche saranno simili alle precedenti (simili ma non identiche), e ci si attendono maggiori ragguagli e dettagli proprio in merito a Italia Viva.
Non mancheranno ospiti, come ci ha abituato la Leopolda e i dibattiti saranno interessanti e coinvolgenti. Almeno questo è quanto lasciano trapelare gli uomini fidati dell’organizzazione.

Cosa accomuna il raduno dei pentastellati con la Leopolda? Se si vuol essere cattivi, la risposta è: ben poco! Eppure a guardar bene e a voler tralasciare i dettagli, le due cose sono molto somiglianti. In entrambe le manifestazioni si parla di politica.
L’aria che si è respirata alla festa dei 10 anni del Movimento 5 Stelle è stata di novità e di partecipazione, di allargamento reale a tutti coloro che volessero fare qualcosa. Alla Leopolda resta quel sentore di ufficialità e ortodossia e soprattutto di tabella di marcia preordinata, che rende tutto troppo schematico, inquadrato, preconfezionato.
Sarà in ogni caso interessante ascoltare la novità del nuovo partito di Renzi ed i suoi propositi, ma superata questa curiosità, la sensazione che si preannuncia è del solito appiattimento e delle consuete discussioni da “quattro amici al bar”. Chissà che invece non avremo la sorpresa gradita di assistere ad una Leopolda frizzante ed innovatrice rispetto al passato, non solo nella forma, s’intende, ma soprattutto nei contenuti.

Dalla kermesse di Napoli alla Leopolda. 5Stelle e Italia viva, la nuova politica ancorata alle ideologie, ma in maniera disinvolta (di Marina Pomante)