HEVRIN KHALAF, LAPIDATA PERCHÉ ERA QUELLO CHE ERDOGAN NON È

DI VANNI CAPOCCIA

Siamo abituati a vedere le donne curde con la divisa militare. Hevrin Khalaf giovane donna curda la divisa non l’indossa.

Era la co-segretaria (tra i curdi è così che si fa: ai vertici una donna e un uomo) di Partito futuro siriano che persegue la convivenza di curdi, cristiani siriani e curdi ed è stata trucidata da una milizia alleata del dittatore turco Erdogan.

Basta guardare le sue foto e i suoi video, vedere come sorride, ascoltare come parla per capire. Ingegnere, conosce l’inglese, si veste, si trucca e parla come fanno giovani donne europee impegnate in politica.

Troppo per Erdogan e i suoi amici miliziani islamici. Vittima di un’imboscata è stata lapidata e, probabilmente, violentata.

Uccisa a pietrate hanno fatto scempio del suo corpo e della sua immagine, perché oltre alle sua parole anche il suo modo di essere raccontava al mondo quello che Erdogan è e la Turchia è diventata.

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