EVASIONE FISCALE: QUEL CARCERE CON LE PORTE GIREVOLI

DI GIOVANNI FALCONE
Gia’ da qualche mese, non passa giorno che il nostro infaticabile e giovane Ministro degli esteri non ripete la frase fatidica: “Carcere per i grandi evasori fiscali”.
E’ un atteggiamento chiaramente finalizzato a fare fumo, per rispondere ai tanti cittadini che le tasse gia’ le pagano ovvero, perseguire almeno a chiacchiere, ai numerosi altri che sfuggono agli oneri tributari, provocando un danno indelebile alla intera comunita’ in termini di mancanza di risorse economiche, indispensabili per fare funzionare meglio la macchina pubblica (sanita’, sicurezza e scuola).
Un Ministro, come ho detto molto giovane, non quello del dicastero della economia e finanze che avrebbe piu’ senso, che pensa di combattere l’evasione fiscale con il carcere, minacciando e proponendo una reclusione fino a sei od otto anni, rispettivamente per la dichiarazione infedele o per la dichiarazione fraudolenta.
Voglio ricordare, solo per notizia che, ad oggi, le citate condotte delittuose secondo la vigente normativa di cui al d.lgs 74/2000, senza le minacce del giovane Ministro, prevedono il carcere fino a tre e sei anni.
Stato dell’arte
Vorrei ricordare alla politica urlata cui ahime’ stiamo assistendo ormai da troppi anni, che solo nell’ultimo mese, abbiamo avuto oltre cento persone arrestate per associazione a delinquere finalizzata lla frode fiscale attraverso le false fatturazioni, la costituzione di fondi neri e la corruzione nella pubblica amministrazione[1].
Qualcuno, consigliere, addetto stampa, portaborse, a tempo perso, fra una intervista e l’altra dell’aitante Ministro degli esteri, anche sottovoce, sussurri lo stato dell’arte e spieghi come funziona la macchina penale tributaria.
Sempre a tempo perso, qualcuno informi i nostri politicanti dell’aria fritta che in Italia e’ piu’ facile andare in galera, cioe’ scontare il carcere, durante la fase delle indagini preliminare in termini di “custodia cautelare” che a condanna avvenuta, anche definitiva, per tutta una serie di disfunzioni del complesso sistema giudiziario.
Nel recente passato, solo per fare un esempio della schizofrenia della politica penal-tributaria si penso’ di cobattere l’annoso problema della evasione fiscale, attraverso blitz sullo scontrino fiscale a Cortina d’Ampezzo nella notte di Capodanno ovvero, ridurre la soglia del danno erariale a soli 50mila euro, per fare scattare il procedimento penale: l’unico effetto tangibile che allora si registro’ fu’ un generale calo di fatturato della presenza turistica in uno dei piu’ famosi centri vacanze del mondo e un ingolfamento senza precedenti dei nostri Tribunali, con un aumento esponenziale delle prescrizioni.
Oltre ai provvedimenti anzidetti, si penso’ anche di ridurre le transazioni del contante reale a mille euro.
Per le casse dell’erario, tanta ammuina e zero risultati.
Conclusioni
Per non farla troppo lunga, penso che una buona politica non debba minacciare nessuno, che equivale ad urlare alla luna, ma deve solo scrivere norme chiare ed efficaci per fare in modo che chi evade le tasse in galera ci vada sul serio – possibilmente con condanne definitive e non in base ai teoremi dell’accusa.
Bisogna pensare a:
1. Contenere la fuga delle imprese dal territorio nazionale che delocalizzano la produzione in ambito UE per cercare condizioni fiscali piu’ favorevoli:
2. Insistere a livello europeo con l’armonizzazione fiscale, facendo in modo che l’Iva venga pagata nel Paese dove la merce viene acquistata (comprare in Olanda, ovvero in ambito UE, deve essere pari a comprare a Roma). Oggi, l’Iva comunitaria e’ l’imposta maggiormente evasa e costituisce una minaccia seria per le casse della UE. Al netto di un diverso e nuovo approccio nell’azione di contrasto da parte della Unione Europea manifestato attraverso un recente provvedimento normativo come la Direttiva 2017/1371[1] – Frodi IVA (in base ala Direttiva solo le frodi transfrontaliere con danno superiore a 10milioni di euro ma possibile inclusione di altri tributi per principio di eguaglianza). Tale Direttiva, e’ in fase di recepimento nella nostra legislazione nazionale in base al disegno di legge A.C. 1201/2018 approvato 13/01/19.
La norma e’ stata gia’ inserita in un programma di ampliamento dei reati presupposto della responsabilita’ amministrativa d’impresa – ex d.lgs 231/01;
3. Ridurre la pressione fiscale, cercando in primo luogo di ridurre la spesa pubblica, soprattutto quella improduttiva.
Intanto la situazione e’ questa: si parla solo di lotta alla evasione fiscale e mai di lotta alla spesa pubblica. Quest’ultima non conviene, farebbe perdere consensi e farebbe poco fumo che e’ e rimane il principale obiettivo e o comunque l’unico di cui sono capaci i nostri giovani politici!
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[1] Inchiesta della Procura della Repubblica di Brescia (67 arresti), ulteriori decine di arrestati dalla Procura della Repubblica di Roma con 650 indagati