UN ABBRACCIO DI SPERANZA IN FONDO AL MARE

DI LUCA SOLDI

 

 

Alla fine li hanno trovati.
Era una specie di accanimento, quello degli uomini della Guardia Costiera.
Non volevano abbandonarli nel profondo blu del nostro mare.
Non volevano che a quelle persone, a quelle mamme, a quei bambini venisse negata un po’ di pietà umana, una lacrima, una preghiera
Non volevano che quei nomi finissero in compagnia degli scarti del nostro mondo.
Ma dopo averli visti grazie ad un robot sottomarino, è arrivato un tuffo al cuore.
Un bambino, un neonato era ancora lì, abbracciato alla sua giovanissima mamma.
Abbracciati, avvinghiati come solo le mamme sanno fare con i loro piccoli quando il pericolo vuole separarli. Abbracciati per l’ultima volta, per sempre.
I sommozzatori della Guardia costiera di Lampedusa li cercavano da giorni e proprio oggi hanno localizzato il barchino affondato lunedì scorso a sei miglia da Lampedusa.
Intorno al relitto sul fondo del mare, a sessanta metri di profondità, dodici dei diciassette corpi che mancavano all’appello.

Il barchino era affondato all’alba del 7 ottobre ad appena 6 miglia da Lampedusa.
Aveva terminato la benzina, era in balia delle onde e c’era chi aveva provato di chiamare un aiuto che finalmente era stato raccolto.

Alcuni di loro alla vista delle motovedette che si avvicinano però avevano cominciato ad agitarsi.
C’era chi sperava di esser ormai salvo ed invece tutto quel muoversi aveva provocato il ribaltamento di quel guscio.
I soccorritori avevano cercato di salvarli ma insieme ad alcuni di loro avevano tirato su tredici corpi morti.