ANIMALI NEI CIRCHI: UNA VERGOGNA

DI FABIO BORLENGHI

L’elefantino dormiva profondamente sul pagliericcio come tutte le notti, cercando ogni tanto di cambiare posizione nonostante la catena alla zampa lo limitasse nei movimenti. Quella notte non sognò, come spesso gli accadeva, le sconfinate distese africane del Serengeti ma fece un sogno curioso…incredibile. Le gradinate del circo erano occupate da tanti elefantini festanti che agitavano code e proboscidi in un tripudio di barriti. A un certo punto il grande tendone rosso si aprì e, accompagnati da un’allegra musichetta, entrò in pista una decina di uomini saltellanti con vestiti colorati e grandi piume di struzzo sulla testa. Gli uomini si esibivano nei loro esercizi sotto il controllo di un grande elefante armato di una lunga frusta che con i suoi schiocchi acuti dava il tempo agli insoliti artisti di scena. L’elefantino cominciò ad agitarsi nel sonno provando un profondo rigetto verso le immagini del sogno nonostante questa volta fossero gli uomini a “prestare servizio” e non viceversa. La visione di quei poveretti obbligati ad alzare alternativamente le gambe e a saltellare qua e là al centro della pista finì per angosciare l’elefantino tanto da trasformare il sogno in un vero e proprio incubo. Finché un movimento brusco della zampa non provocò un forte tiro della catena e l’elefantino si svegliò. A quel punto la realtà riguadagnò terreno sui sogni…

Già…la realtà, anzi la cruda realtà che vede, nel terzo millennio, ancora animali tenuti prigionieri e sfruttati in molti circhi del mondo con il solo scopo di far divertire l’homo sapiens. La condizione degli animali nei circhi è assimilabile a una vera e propria detenzione carceraria che induce negli animali stessi un forte livello di stress dovuto all’addestramento continuo spesso aggravato da maltrattamenti, all’isolamento, alla ristrettezza e inadeguatezza dei ricoveri e ai frequenti spostamenti di viaggio fra una località e la successiva. Tutti questi fattori negativi sussistono nonostante le buone intenzioni dei circensi che probabilmente non si rendono conto dell’anacronismo e inaccettabilità del fenomeno che cozza contro la coscienza della maggior parte delle persone. Infatti, un’indagine condotta da Eurispes nel 2016 prova che il 71,4% degli italiani è contrario all’utilizzo degli animali nei circhi.  In Italia il fronte di contrasto verso questo spinoso problema è guidato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) che stima in circa 2000 gli animali detenuti in poco più di 100 circhi italiani e rileva il fatto grave che un numero elevatissimo di questi animali appartenga a specie in via di estinzione quali elefanti, tigri, leoni, ippopotami, rinoceronti e altri. Le associazioni circensi si difendono sostenendo che i loro animali o sono nati in cattività o possiedono regolare certificato CITES che sarebbe il documento che attesta la provenienza di un animale in accordo alla normativa internazionale (Convenzione di Washington del 1975) che sovrintende la tutela delle specie minacciate di estinzione. Qui però il problema non è di osservanza alle norme vigenti ma ETICO: nessun animale può essere sfruttato per far divertire! 

Purtroppo la legislazione vigente in merito è insufficiente. Infatti, la Legge del Codice dello Spettacolo N. 4652 del settembre 2017 riguardo a questo tema prevede il “graduale superamento dell’utilizzo degli animali…” ma, scritta così, è semplicemente acqua fresca perché non pone scadenze temporali né tantomeno definisce le modalità per arrivare in concreto a questo superamento. Nell’UE in molti paesi è vietato l’esercizio dei circhi con gli animali. A quando l’Italia? 

Eppure circhi senza animali ne esistono eccome. Il Cirque du Soleil è l’esempio più illustre. Fra i più famosi e seguiti a livello mondiale questo circo rappresenta l’evoluzione moderna del circo tradizionale impiegando esclusivamente artisti uomini e donne. E che dire del circo italiano Medini che si definisce “circo senza animali” ed è graditissimo a bambini e adulti.

Che fare? Intanto disertiamo questi spettacoli di sapore medioevale…