DI ARIA CATTIVA È PIENO IL PAESE, È COLMA LA PIANA

DI LUCA SOLDI

 

Dunque un triste primato viene ad aggiungersi al nostro Paese. Superando tutto e tutti conquistiamo il posto più alto. A dimostrazione che le preoccupazione dei giovani che scendono in piazza per l’ambiente sono ben altro che la voglia di marinare la scuola come dice qualche autorevole statista nazionale.

Adesso viene evidenziato che siamo diventati il primo paese dell’Ue per morti premature da biossido di azoto (NO2) e nel gruppo di quelli che sforano sistematicamente i limiti di legge per i principali inquinanti atmosferici.

E questo grido d’allarme per l’Italia arriva dai dati raccolti dalle centraline antismog, e dai dati analizzati dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea) nel rapporto annuale sulla qualità dell’aria.
Ancora più triste pare la situazione perché le centraline che monitorano l’aria che respiriamo sono poche, decisamente poche viste anche le richieste che arrivano dai cittadini e dalle associazioni.
Tornando all’analisi di quanto rilevato nel 2016, il nostro Paese ha il valore più alto dell’Ue di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600), ozono (O3, 3000) e il secondo per il particolato fine PM2,5 (58.600). Consola poco che nell’Ue a 28 lo smog è responsabile di 372mila decessi prematuri, in calo dai 391mila del 2015.
Come consolano poco i dati che mostrano un leggero miglioramento anche per l’Italia rispetto al 2015, quando l’Eea stimava i decessi prematuri per NO2 nel nostro paese a 20mila unità.

Venendo a rilevazioni più recenti, datate 2017, le concentrazioni di polveri sottili (PM2,5) sono più elevate in Italia e sei paesi dell’est (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania e Slovacchia). Torino contende a Parigi e Londra il primato di città europea più inquinata da NO2 e, tra le città più piccole, Padova si segnala per l’alta concentrazione media di PM2,5 e PM10.
La situazione non migliora nelle aree rurali nazionali, con superamenti dei limiti giornalieri di particolato registrati in sedici delle 27 centraline che hanno rilevato valori irregolari nell’Ue. Due milioni di italiani vivono in aree, soprattutto la Pianura Padana, dove i limiti Ue per i tre inquinanti principali sono violati sistematicamente.
Grave la situazione della Piana, da Pistoia passando per Prato e arrivando a Firenze.
Nell’area metropolitana di Firenze ci si ritrova stretti e soffocati da una situazione ormai ingestibile. Il riscaldamento domestico, il traffico automobilistico, le caratteristiche morfologiche della Piana stessa contribuiscono a confermare che l’area sia fortemente inquinata.
Nonostante le rare e mal distribuite centraline di rilevazione dei dati ambientali presenti in città, per l’Agenzia Europea dell’Ambiente, su 4.000 aree censite, Firenze è la 31esima area più inquinata d’Europa a causa della forte presenza, oltre i limiti di legge, di gas fortemente irritante e cancerogeno, emesso nei processi di combustione.

Per il resto del Paese tutto sembra tacere o sono solo coincidenze che i dati arrivino limitati e con difficoltà.