LA LAZIO AGGUANTA L’ATALANTA CON DUE RIGORI. MA GASPERINI NON CI STA

DI SONIA CAVICCHIA

E’ un peccato che un tecnico preparato ed esperto come Gasperini si lamenti di continuo. La sua Atalanta è una squadra che fa lustrare gli occhi gli esperti di calcio. E lo fa  ad ogni partita, tranne che in Europa. Muriel è un gioiellino come pochi e tutti gli 11 scesi in campo all’Olimpico hanno brillato per 45 minuti. Ma poi la Lazio è rinata, Inzaghi ha strigliato  ben bene i suoi giocatori nell’intervallo e alla fine ha agguantato il 3-3 finale   allo scadere con un secondo rigore netto, su Immobile.

Anche il secondo penalty però non è andato giù a Gasperini e non si capisce perchè. Sul primo si può discutere, forse Ciro si è lasciato cadere, ma il contatto c’è stato. Tra l’altro l’arbitro Rocchi non è mai stato troppo generoso, dirigendo le partite della Lazio. Difficile che sia cambiato dall’oggi al domani. E poi, si converrà,  quel gran gol di Correa vale i primi  45 minuti da sogno dell’Atalanta che corre, gioca, diverte e si diverte. Maramaldeggia su una Lazio per niente in partita. Ma come diceva Boskov, partita finisce quando arbitro fischia la fine.

Gli uomini di Inzaghi hanno insomma  avuto il merito di crederci. A ventidue minuti dalla fine erano ancora sotto di tre. Solo una squadra matura può tirare fuori tanta grinta. E la Lazio ha dimostrato di essere cresciuta, almeno a giudicare dalle ultime uscite. Certo in casa è un punto perso. Ma per come si erano messe le cose è invece  un punto guadagnato , che fa morale. E che deve far capire quale è la strada giusta da percorrere. Certo, che i biancocelesti soffrano gli orobici è fuori discussione. Sono anni che va così da quando l’allena l’ex mister dell’Inter.  Del resto Gasperini merita i successi che sta ottenendo. Li merita tutti. Solo che ora la smetta con i piagnistei. E si tranquillizzi: nessuno vuole male alla sua Atalanta.