SULLA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE, SI STA DALLA PARTE DI GIUSEPPE CONTE

DI NICOLA FRATOIANNI

Sulla lotta all’evasione sto con il presidente Conte. In tutta onestà non capisco come si possa considerare secondario o non urgente un tema che ha a che fare con il futuro del nostro Paese, con la sostenibilità economica e con la tenuta sociale.

Le forze politiche continuano a balbettare in maniera incomprensibile, oppure si attestano in difesa della libera circolazione del contante, come se utilizzare 3mila euro in contanti sia un insopprimibile diritto di libertà.

Ma ci rendiamo conto che viviamo nel Paese dei 190 miliardi di euro di evasione l’anno e di un condono ogni tre anni? Basta, non se ne può più. E non ne possono più i cittadini onesti di contribuire al funzionamento dei servizi anche per coloro che si sottraggono dal compito e fanno scappare via i soldi.

Non ne possono più gli operai di sapere dall’Istat che un gioielliere o il loro datore di lavoro o un professionista affermato, dichiarano allo Stato meno di loro, ogni anno.

Le argomentazioni che Pd, M5S e Italia Viva stanno usando per bloccare una lotta fondamentale sono francamente incomprensibili e speciose. E francamente non comprendo come il M5S possa da un lato chiedere il carcere per i grandi evasori (giustamente, aggiungo, visto che una evasione è un furto) e dall’altro opporsi all’abbassamento da 3.000 a 1.000 dei pagamenti in contanti.

Per altro si fa confusione rispetto ai pagamenti elettronici e alle commissioni bancarie. Vanno rimesse a posto un po’ di questioni, perché altrimenti si fa ‘ammuina’ e non ci si capisce più nulla.

Il pagamento elettronico deve diventare la norma in un Paese che guarda al futuro, così come accade ormai da tempo in molti altri Paesi europei. Certo è che vanno eliminate le commissioni bancarie per ogni pagamento, altrimenti è evidente che ci guadagnano le banche da un provvedimento simile. Visto che su questo siamo tutti d’accordo, mi chiedo, a questo punto: cosa si aspetta a convocare i vertici dell’ABI per risolvere una volta per tutte questa storia?

E però, la vicenda del pagamento elettronico non ha nulla a che fare con l’abbassamento della soglia del contante utilizzabile per i pagamenti. Insomma, smettiamola di prenderci in giro e di prendere in giro gli italiani: chi è che ha la necessità di pagare un acquisto importante, come è un acquisto da oltre 1.000 euro, solo con il contante? Per oltre il 90% degli italiani gli acquisti oltre i 1.000 euro avvengono pochissime volte in un anno, sulla base del reddito disponibile. Di che parliamo?

E’ evidente che dietro questa storia della libertà di utilizzo del contante per acquisti importanti si nasconde, quindi, un messaggio subdolo ma chiaro, che l’irresponsabilità di certa politica ha sempre lanciato al Paese, per allisciarne il pelo e solleticare i peggiori istinti: ovvero, fate quello che vi pare, contribuire al buon andamento dello Stato è sbagliato e fa anche un po’ “sfigato” pagare correttamente tutto ciò che c’è da pagare.

E’ questo messaggio che bisogna cambiare, subito. E’ l’impianto culturale che ha portato l’evasione a 190 miliardi l’anno che va cambiato alla radice. Bisogna avere il coraggio di dire che le tasse sono un investimento pubblico sul futuro, sapendo che se tutti pagassero ciò che devono sarebbe davvero possibile abbassarle. Perché senza la contribuzione generale non avremo più ospedali pubblici, ambulanze, scuole.

O un governo che invoca la discontinuità trova questo coraggio e imposta una vera e propria rivoluzione culturale, oppure non riuscirà a trasformare la società, nel senso dell’equità e della giustizia sociale. Che poi è ciò che davvero manca in questo Paese.

Coraggio, quindi, presidente Conte. Proviamo a fare questa rivoluzione.