ALLA PIAZZA DI SALVINI PIACE IL PRESEPE

DI ALESSANDRO GILIOLI

Se non ti piace il crocifisso non ti piace il presepe non ti piace San Giovanni, torna a casa tua, dice Salvini. La lotta alla droga va fatta con le armi strada per strada. E pensate che c’è qualcuno che vuole legalizzare la cocaina. Bisogna eleggere direttamente il presidente della Repubblica. Questa è una giornata di festa nazionale. Grazie a voi la in fondo, là in fondo. Un pensiero ai milioni di italiani che soffrono in giro per il mondo

(No, non so perché dovrebbero soffrire, chiedete a lui)

Viva i parroci che fanno i parroci e i maestri che fanno i maestri.

Reintroduciamo il servizio civile o militare per tutti.
Così si imparano regole ordine e disciplina, che fanno solo bene ai nostri ragazzi.

Grazie alle mamme e ai papà che hanno portato qui i loro bimbi. È la piazza delle mamme delle nonne e dei bimbi. I bambini a scuola si mettano la divisa così non si vede chi è figlio di un ricco e chi ha la felpa presa al mercato.

Tra pochi giorni si vota in Umbria e poi in Calabria, li rimandiamo a casa.

La prossima volta devo prendere una piazza più grande che questa è piena.

Viva la libertà.
Viva voi.
La Vittoria è nel pugno di pochi, diceva don Gnocchi. Quei pochi sono eroi. Ma noi non siamo pochi, siamo una marea umana.

(Questo passaggio è illogico però, va beh)

Non prendiamo ordini da Berlino e Parigi.
Riportiamo l’Italia dove ce l’hanno lasciata i nostri nonni.
Se serve darò anche la mia vita.

Musica: VInceròòò vinceròòò VINCERÒÒÒ.

LA CRONACA

Piena, sì, anche se non pienissima (il mio metro di valutazione sono sempre i vuoti o pieni dietro i gazebo e l’imbocco da via Emanuele Filiberto, se libero o bloccato). Quindi diciamo: un po’ meno del Concertone, più dell’ultimo B. (2010). Paragoni con “piazze di sinistra” inutile farne, l’ultima che ha riempito davvero qui è stato il No B. DAY nel 2009. Passeggiando, 80-90 per cento di gente da fuori Roma. Ottima organizzazione. Piazza trasversale per età, con lieve maggioranza over 50. Ma non mancano giovani. Moltissimi i leghisti doc, quelli “padanisti” con Alberto da Giussano e dialetto. Clima tranquillo dinora, elicotteri as usual.

Salvini apre dicendo che l’eroina d’Italia non è Carola ma Oriana Fallaci.
Parte video con le parole della Fallaci, la rabbia e l’orgoglio.

Salvini spara che sono in 200 mila. “E i telegiornali dicano quello che vogliono”. Abbraccia tutti uno per uno, dice.

Dopo Meloni e prima di Salvini spiegano che a Re di Roma si prende il metro per Anagnina e a piazza Vittorio per Termini.

Poi un gigantesco “SAAAAPEETE CHIII MANCAAAA VEROOO?” e via alla musica-marcia d’attesa per far salire la tensione.

Insomma i due prima erano comprimari sfigati.
Quindi parte VINCERÒÒÒ e arriva LUI.

oh tutto vero.

Anche Meloni arriva alle tasse. Dice che bisogna andare a cercare gli evasori cinesi e lasciare in pace gli italiani.

Dice Meloni che lo Stato deve occuparsi dei più deboli non degli omosessuali che vogliono avere un figlio. Poi passa a Bibbiano e dice che su Bibbiano andremo fino in fondo.
Non chiedetemi il nesso fra le tre cose (deboli-gay-bibbiano). Direi che il mescolarle pero rende bene l’idea della narrazione di questa destra.

Ora Meloni spiega che se un dominicano ammazza due poliziotti è perché c’è il reato di tortura che non permette ai poliziotti di fare il loro lavoro.

Oh finalmente siamo ai migranti, B. non aveva fatto neppure un cenno, ci voleva Meloni. Nel mirino nigeriani e ghanesi, invece le badanti ucraine vanno bene, dice. I primi uccidono i nostri figli, dice. E “a casa tua devi tornare”, aggiunge, non so con chi ce l’abbia nello specifico usando il tu, ma io sono tranquillo, esattamente a casa mia, mi sto godendo tutto dal balcone.

Meloni urla Dio Patria Famiglia e la piazza esplode. Così, giusto per confermare che questa è una piazza liberale, come aveva appena detto Berlusconi.

Con B. si stavano tutti annoiando, meno male che ora è arrivata Meloni che non parla di tasse ma di poltrone e alla gggente qui piace di più. Si alza il coro Grillo Grillo vaffanculo. Lei allora passa alla Raggi e inizia la campagna per il Campidoglio.

Berlusconi dice che il suo governo ha messo termine alla Guerra fredda.

Poi torna subito a parlare di tasse e manette tasse e manette tasse e manette (deve essere un filo preoccupato)

Berlusconi sta spiegando che siamo qui per impedire che chi ha evaso più di 50 mila euro vada in carcere.
Dai è tenerissimo.

Partenza moscia col sostegno agli agricoltori, gli asili nido blabla. Poi passa ai sei poliziotti messi agli arresti a Torino perché “avrebbero maltrattato dei pedofili e degli stupratori”. E dice: “Io sogno un paese dove un pedofilo e uno stupratore per tutta la vita non possano mettere le mani addosso a donne e bambini. Sono troppi i casi in cui si crede alle parole degli stupratori”. Aggiunge che però ha piena fiducia nella magistratura, così tutta la piazza urla ohohohoh!

Salvini saluta la mamma e il papà che sono a casa.
Si alza il coro Grillo Grillo vaffanculo.
Non so il nesso, di nuovo.
Salvini dice che in questa piazza non si fa la differenziata quindi bisogna lasciarla pulita. Raggi vai a casa.
Aggiunge che i poliziotti qui oggi sorridono perché sono i nostri fratelli.
Attacca Repubblica che aveva parlato di negozi chiusi.
(va un po’ a braccio quindi non c’è molta logica). Da Rep passa al governo che ha le mani sporche di sangue perché lascia partire i migranti.
L’autonomia regionale fa bene soprattutto al sud, spiega, anche ai calabresi.
L’Italia agli italiani: basta aspettare le telefonate di Merkel e Macron.

L’Europa è pagata da Soros spiega Salvini.
Un abbraccio al popolo ungherese e a quello croato.
Poi a a quello catalano e a quello britannico.
Ma soprattutto al popolo umbro che libererà la terra di San Francesco dalla sinistra.

Ripeto: Soros. I popoli ungherese croato catalano britannico. Le elezioni in Umbria.

Mentre la piazza si svuota mettono Notti magiche, l’inno di Italia 90. Oh ragazzi non l’ho fatta io questa scaletta. Comunque qui cantano tutti insieme “Inseguendo un gol” . Ma la Nannini non era una zecca? Va beh. Amen. Fine.

(Ora gentilmente si tolgano dalle palle che devo andare a prendere mia figlia a una festa, grazie)