FESTA DEL CINEMA DI ROMA. SCARY STORIES, GUILLERMO E UNA FIABA DI ITALO CALVINO

DI LUCA MARTINI

Scary Stories To Tell In The Dark: scritte, sono la versione moderna e pop delle fiabe dei Grimm o dei racconti di Edgar Allan Poe, un po’ zio Tibia (Uncle Creepy) per chi se lo ricorda, un po’ trancio horror di apparente serie B: le firmò il giornalista di Brooklyn Alvin Schwartz (1927-1992), prolifico autore best seller, ed entrarono nel cuore dei ragazzini americani con un picco di diffusione nei primi anni Novanta.

È da queste Stories che Guillermo del Toro, vero nume di un cinema per tutte le età, ha tratto il film presentato a Roma, affidandosi al regista André Øvredalma, noto per The Troll Hunter, e incastonando i racconti di Schwartz in una sola cornice.

Unità di luogo (gli USA di provincia), di tempo (una notte di Halloween nel 1968), di spavento: un gruppo di ragazzi, tra cui la classica secchiona con gli occhiali, si trova in mano un libro maledetto che si autoscrive, la cui natura è legata a una giovane sfortunata e a una maledizione antica. Proprio la cornice, però, è il punto debole e convenzionale dell’operazione, che richiama così infiniti American Graffiti cucinati in salsa PoltergeistNightmare, Scream o, peggio, Final Destination.

Coinvolgenti sono le storie singole: si autoscrivono nel film perché, suggerisce del Toro, hanno spesso un imprinting nell’inconscio dei popoli (non dei populisti, eh), essendo Schwartz un esperto di leggende e folklore.

Per esempio, di quella del mostro che si lascia cadere a pezzi dal camino abbiamo ritrovato una fantastica versione italiana, Giovannin senza paura, raccontata nelle una volta famose Fiabe Italiane di Italo Calvino (Einaudi, 1956). Se googlate un po’, si trova in rete, ma niente vieta di ripescare su carta un cult della nostra storia letteraria.

«Butto?» «Butta!» è sempre la risposta di Giovannino. Scambio ripetuto sei volte, in una cascata di membra che vanno a mettersi insieme in un corpo di morto…

Copiando queste parole, che mi terrorizzarono da bambino, vi invito a godere con spirito fanciullesco i Babau di Guillermo e dei suoi soci, editi ora in versione italiana da DeAgostini. Uscita del film nelle sale: Halloween, e quando se no?