HEVRIN KHALAF, LA VIGLIACCA GUERRA SUL CORPO DELLE DONNE

DI FRANCESCA DE CAROLIS

Guardando le immagini dell’uccisione di Hevrin Khalaf, lapidata e brutalizzata… ricordando la Medea del mito delle origini. Serve sempre, allora come oggi, una donna da lapidare, e chi meglio della donna che conosce il delitto su cui si fonda il dominio patriarcale e, tenace e ostinata, vi si oppone. L’eterno stupro delle donne…
Un pensiero e un disegno per Hevrin Khalaf, di Anne e Valeria Scafetta, per “far volare dal suo sangue, nel cielo e non nella polvere, petali e uccelli a portare ovunque quanto ha fatto…”. “Come mi duole la testa, madre, dentro di me qualcosa resiste a scendere ancora una volta in quelle grotte, negli inferi, nell’Ade, dove fin dai tempi antichi si muore e si rinasce, dove con l’humus dei morti si cuoce ciò che è vivo, dalle Madri dunque, dalla dea della morte, all’indietro. Ma che significa avanti, che significa indietro”. Guardando e riguardando un brano del video che mostra il corpo sfigurato di Hevrin Khalaf, la paladina curda delle donne, il suo volto coperto di polvere…, ritornano, come un mantra che sa di pianto, le parole di Medea. Secondo le prime testimonianze, avrete letto, sarebbe stata violentata e poi lapidata. Due giorni fa, il referto medico che (leggo su Il Foglio) non fa meno orrore… CONTINUA SU REMOCONTRO:

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