L’UNICO SCOPO DI MOODY’S È L’ARRICCHIMENTO DEGLI INVESTITORI

DI FRANCESCO ERSPAMER

Moody’s è una corporation miliardaria, i cui manager non vengono eletti e il cui unico scopo è l’arricchimento dei propri investitori, non il bene comune. Ciò nonostante ha un potere enorme: in quanto agenzia di rating condiziona l’andamento dei mercati e determina il successo di Stati, compagnie, prodotti e progetti; in quanto centro di ricerca effettua sondaggi e analisi che influenzano l’opinione pubblica e, peggio, plasmano la mentalità, i valori e le priorità della gente.
Un esempio? Il sondaggio, ripreso acriticamente da tutti i network e giornali, che annuncia la schiacciante vittoria di Trump nel 2020. I sondaggi così anticipati non sono altro che profezie che si vuole che si autoadempiano, ossia propaganda, e andrebbero perseguiti come aggiotaggio politico e informativo. Ma ciò che qui mi interessa mettere in evidenza sono le simulazioni usate da Moody’s: il “modello del portafoglio”, che tiene conto della propensione ai consumi, il “modello della Borsa”, che valuta i guadagni ottenuti con investimenti finanziari, e il “modello di disoccupazione”, che riflette i livelli di reddito e occupazione. In sostanza, l’unica cosa che interessa agli studiosi di statistica e ai loro padroni è il denaro.
Non importa che droghe, antidepressivi e obesità abbiano raggiunto negli Stati Uniti livelli epidemici; non importa che l’americano medio mangi male, dorma poco, lavori troppo, sia sempre più ignorante e passi di media 12 ore al giorno davanti a uno schermo; non importa che le relazioni durature siano difficili, che le famiglie e le comunità si sfascino, che le amicizie restino superficiali, che ogni giorno qualcuno scoppi e si spari, in solitudine o dopo aver ammazzato un po’ di sconosciuti per strada o in un ristorante. Sono sintomi di un malessere profondo e profondamente umano dei quali non solo Moody’s ma buona parte dei giornalisti, politici, economisti, intellettuali, e di conseguenza dei cittadini ordinari, se ne frega. Ormai l’unico fine è la moltiplicazione dei soldi, e se per tanti il costo di questa rincorsa ha un costo psicologico e sociale troppo alto, peggio per loro. Non credo che se ne possa uscire: è possibile che il miliardario Trump vinca di nuovo e se no sarà un democratico liberista: inutile sognare Bernie Sanders o Elizabeth Warren, pochi li vogliono e ancor meno li meritano.
Ma in Italia siete ancora in tempo. Ci sono partiti, come Forza Italia, Italia Viva e +Europa che promuovono in modo puro l’americanizzazione del paese e la sua deriva materialista; negli altri, a cominciare dal M5S e persino nel Pd e nella Lega, ci sono correnti contrastanti. Si tratta di riconoscersi, di esasperare lo scontro interno a ciascuno di essi. Il liberismo continua a inventarsi diversivi e tifoserie per nascondere la battaglia fondamentale: che oppone chi vuole continuare a dare alla finanza e ai privati il controllo della politica e chi vuole restituire alla politica, ossia agli Stati, il controllo dell’economia.