ZINGARETTI FA MIELI. MA RESTA MONTALBANO

DI MICHELE ANSELMI


Era stata largamente annunciata la partecipazione speciale di Luca Zingaretti nei panni di Paolo Mieli, all’epoca dei fatti direttore del “Corriere della Sera”, per la sesta puntata della serie “1994”. A parte la pelata comune, la ricostruzione è apparsa però un po’ troppo “romanzata”, anche un po’ arronzata. Intanto la mitica stanza del direttore, nel palazzo di via Solferino, poteva essere ricostruita con più cura; e anche la felpata dialettica del vero Mieli non tornava granché nell’incarnazione vagamente ruvida, un po’ da commissario Montalbano in trasferta milanese.
Per chi non ricordasse, fu il “Corriere della Sera” del 22 novembre 1994 a fare lo scoop in prima pagina, con un ampio titolo di spalla, sull’invito a comparire (non un avviso di garanzia) destinato al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in quelle ore impegnato in un summit internazionale a Napoli. Pare difficile credere che le cose siano andate come mostra la fiction, con quella fotocopia fatta scivolare da un funzionario del Palazzo di giustizia milanese proprio mentre passa la giornalista che si occupa del caso; c’è da credere però al fatto che Mieli, un po’ spaventato da quanto stava per mettere in pagina, avesse preparato, come anticipa Zingaretti, un fondo per annunciare le dimissioni in caso di “polpetta avvelenata”. Comunque incuriosisce che il figlio di Paolo Mieli, Lorenzo, sia tra i produttori di “1994” alla voce Wildside: qualche notizia di prima mano l’avrà pure ricevuta da papà, no?
(Nella foto da backstage: Mieli-Zingaretti al tavolo nel suo ufficio al “Corriere della Sera” durante le riprese di una scena)

L'immagine può contenere: persone sedute e spazio al chiuso