CONTRATTO BANCARI. FABI MINACCIA LA ROTTURA DELLE TRATTATIVE

DI VIRGINIA MURRU

 

Il malcontento dei lavoratori bancari fermenta da tempo, soprattutto in materia di esuberi e tagli programmati da alcuni banchieri con l’obiettivo del risanamento dei conti. Ma il segretario generale del sindacato autonomo dei bancari, Lando Maria SIleoni, punta in generale il dito sulla rottura della vertenza concernente il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della categoria.

Tante risultano le divergenze, e le trattative sono a rischio.

I vertici della Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani), sono pronti a scendere in piazza in 40mila, se continueranno le offensive dei banchieri sui tagli previsti a danno dei dipendenti del settore, e non si destineranno più contributi al Fondo per l’occupazione. Se proseguiranno le ostilità, e i negoziati si baseranno sulla rigidità verso un accordo più vicino alle esigenze dei lavoratori, si andrà verso la rottura del contratto. A ribadirlo è sempre il segretario Sileoni, il quale nel sito ufficiale preannuncia una rottura del confronto con l’Abi, sul rinnovo del ccnl, a margine dell’incontro previsto per il 25 ottobre.

Lando Maria Sileoni ha diffuso nei giorni scorsi un comunicato che è stato poi rilanciato dalle principali Agenzie di stampa. Questo, in sintesi, il contenuto:

Secondo il Segretario generale Fabi ci sono banchieri che sostengono l’inutilità del Fondo per l’occupazione giovanile, questo è un atteggiamento che mira a contrarre al massimo la spesa e a massimizzare i profitti. Il sindacato dei lavoratori bancari non ci sta alla logica del perseguimento degli interessi degli istituti di credito a scapito dei dipendenti. Sileoni mette in rilievo al riguardo la ‘sfacciataggine e l’incoerenza di alcuni banchieri’, e afferma che se non si arriverà a conclusioni soddisfacenti per la categoria, si scenderà in piazza con scioperi ad oltranza. Il corteo potrebbe superare la presenza di 40mila dipendenti.

Nel comunicato c’è grande determinazione verso l’obiettivo delle rivendicazioni, ormai sul tavole delle trattative da tempo, e il segretario nazionale avverte in merito: “il 25 ottobre prossimo, allorché si riprenderanno le trattative, voleranno stracci, sedie e tavoli, e poi faremo i nomi..”

Sileoni sottolinea che nel corso del Comitato esecutivo Abi del 16 ottobre, i rappresentanti di due importanti banche, uno italiano e l’altro francese, hanno ribattuto la questione dei tagli del personale, auspicando anche licenziamenti: oltre ad evidenziare un atteggiamento di rigore e contrasto verso la richiesta inoltrata dai sindacati sugli aumenti relativi al trattamento economico (in media 200 euro) per i circa 300 mila lavoratori del settore. Queste sarebbero le sortite del rappresentante del gruppo francese, del quale, al momento, Sileoni non precisa il nome.

Il rappresentante italiano da parte sua lamenta i costi eccessivi per il mantenimento del Fondo sull’occupazione giovanile, e per il quale è richiesto il versamento del 4% della retribuzione. Contributo che, secondo questo banchiere (non si precisa il nome), sarebbe iniquo, e oneroso se si considerano le fasce di retribuzione più alte; ma concluderebbe anche peggio, affermando che la sussistenza del Fondo non avrebbe alcun senso. Cosa che, ovviamente, non è accettabile per il sindacato.

Tale Fondo, si precisa nel comunicato di SIleoni, è stato istituito 7 anni fa, ed è stato una garanzia per  oltre 20mila assunzioni di giovani sotto i 35 anni, finanziato peraltro con un contributo economico di tutti i lavoratori di questa categoria. Al momento nel Fondo c’è una giacenza di circa 147 milioni, tale importo avrà un orientamento proprio: ossia costituirà una garanzia per il sostegno della nuova occupazione.

Il segretario nazionale del sindacato (Fabi) mette in rilievo il cinismo di “alcuni” banchieri, i quali, con il loro irriducibile rigore nelle trattative, rischiano di mettere a repentaglio i negoziati e mandare all’aria tutto il lavoro svolto fino ad ora per favorire un accordo degno di questo nome. La mobilitazione, intanto, è dietro l’angolo.

Nel suo comunicato, il rappresentante del sindacato mette poi l’accento su un altro punto importante:

“Il 25 ottobre ci aspettiamo risposte anche per il ripristino dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori nel settore. E, in assenza di risposte concrete, bloccheremo tutte le trattative nei gruppi, scenderemo in piazza a Milano in 40.000 e mobiliteremo la categoria con scioperi a oltranza, interessando e sensibilizzando tutte le forze politiche, oltre che le associazioni dei consumatori”.