LA PROPOSTA DI GRILLO DI FAR TOGLIERE IL VOTO AGLI ANZIANI.USCITA DANNOSA E STUPIDA

DI FRANCESCO ERSPAMER

Il principale problema della proposta di Grillo di togliere il voto agli anziani è che non si tratta affatto di una provocazione bensì di una proposta banale e pienamente in linea con il sistematico smantellamento liberista di ogni opposizione al progresso, non più inteso come un lento e controverso processo di maturazione collettiva bensì come un destino manifesto, dunque non rifiutabile, nel cui nome costringere tutti i popoli ad accettare qualsiasi innovazione tecnologica o morale che i sacerdoti del cambiamento fine a sé stesso considerino politicamente corretta. Basta leggere il lungo elenco di motivazioni statistiche da lui addotte per giustificare la sua discriminazione: gli anziani “non amano particolarmente il progresso” e hanno molte più probabilità dei giovani di essere “contrari al matrimonio gay”, “alla legalizzazione della marijuana” e “agli immigrati”, oltre che “pro-Brexit” e “a favore di Trump”. Immagino che siano anche meno interessati ai social e ai videogiochi.
Fantastica idea di democrazia: i gruppi che non la pensano come noi (statisticamente!) vanno privati del voto: adesso tocca ai cittadini ultrasessantenni, in futuro si potrebbe pensare a escludere i cinquantenni, fino a trovare la fascia di età che realizzi esattamente le magnifiche sorti e progressive che piacciono alla setta degli illuminati – e alle multinazionali che profitteranno di questo appiattimento sul presente e della rinuncia a ogni tradizione e cultura in cambio di un consumismo compulsivo e adolescenzialmente frettoloso di prodotti e di idee.
Quando ho letto per la prima volta il post di Grillo mi sono preoccupato dei danni che una simile esternazione potrà provocare al Movimento. Poi mi sono accorto che molti penstastellati la pensano allo stesso modo. Per cui adesso mi domando come poter continuare a difendere un partito che si riconosca in posizioni così radicalmente liberiste. Sono pragmatico e un lettore di Machiavelli e capisco i compromessi necessari per attuare un programma politico; ma qui non si parla di programmi e di compromessi, si parla di ideologia ed è un’ideologia che non mi piace e nella quale non mi posso riconoscere. Aggiungo che non mi interessano i commenti dei nemici antichi o recenti del M5S ma le spiegazioni di ancora ci crede.
PS Un’aggiunta, dopo tanti commenti un po’ troppo faziosi, da una parte e dall’altra. Ho votato M5S nel 2018 e lo sosterrò sino al 2023: solo allora farò il bilancio. Ecco, vorrei che allora il bilancio fosse positivo, per me e per altri, e questa uscita di Grillo mi pare stupida e sbagliata. Tutto qui: non ho perso il senso delle proporzioni e resto consapevole che berlusconiani, renziani, liberal e radicali, leghisti e fascistoidi siano molto ma molto peggio.