LIBANO AL TRACOLLO ED E’ IL MEDIO ORIENTE CHE RISCHIA DI ESPLODERE

DI ENNIO REMONDINO

Riforme estreme per una crisi che una classe politica inadeguata, clientelare e corrotta ha lasciato marcire. Il governo libanese prova a salvarsi dalla rabbia delle piazze. Ai manifestanti che chiedono le dimissioni di un’intera classe politica, il premier Hariri risponde con un vasto piano di riforme anti-casta. Ma le proteste continuano. Senso dell’’umorismo del tutto involontario, più simile ad una presa in giro. ‘Colpo di Stato finanziario’ promesso dal premier libanese Saad Hariri che la finanza l’ha lasciata finire nel buco nero in cui si trova, assieme alla sua povera popolazione. Un piano di riforme approvato oggi dal suo governo per cercare di placare le proteste popolari in corso da cinque giorni in tutte le città del Paese, per cercare di salvarsi faccia e qualcos’altro ancora. Tentativo di zuccherino ai manifestanti che chiedono le dimissioni immediate del premier e dei leader politici, colpevoli tutti, chi più chi meno, di aver distrutto l’economia libanese con immobilismo e corruzione. Ora, il ripensamento senza vergogna: dimezzamento degli stipendi di ministri, parlamentari, diplomatici ed ex rappresentanti delle istituzioni, privatizzazione del settore delle telecomunicazioni, fino alla promessa di ottenere un “deficit prossimo allo zero” nel budget 2020. Una piccola pezza alle peggiori e più offensive porcate di regime… CONTINUA SU REMOCONTRO:

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