LIVORNO, ERIKA,19 ANNI, NON BALLA PIÙ. UCCISA DALL’ECSTASY

DI CLAUDIA SABA

Si chiama Erika Lucchesi, 19 anni.
Di Livorno.
È sabato sera. Esce. Va in discoteca.
La Jaiss di Sovignana a Firenze.
Erika balla. La musica va forte.
Ubriaca i pensieri. Pensieri che corrono. Alcuni stanno fermi, ibernati tra luci e frastuoni.
Erika beve, balla. Le danno una pasticca. Ci vuole. Per sentire meglio la musica entrarle dentro.
Erika balla. Beve. Si sballa.
Un’altra pasticca. Poi un’altra ancora. Si ubriaca di vuoto.
Cade.
Erika non balla più.
La soccorrono. Erika e’ morta.
Forse di ecstasy. I testimoni confermano.
Ha preso tre o quattro pasticche.
Lo chiarirà meglio l’autopsia.
Intanto i giovani, muoiono.
Come Erika. Di overdose.
Di mancanze, di assenze, di musica che non suona più.
Di inedia, di pigrizia, di pasticche che sballano. Di ipocrisia.
Dei nostri no a droghe più leggere.
Come la marijuana.
Avremmo dovuto spiegare loro, che la droga non è tutta uguale.
Che di marijuana non si muore, di ecstasy invece sì.
Intanto, mafia e camorra, continuano a spacciare. E vincono. Proibire non ha mai portato a nulla.
Servono altre strade. Serve il tempo.
E serve tutta l’attenzione che abbiamo smesso di dedicare ai giovani.