ROMA, OMICIDIO SACCHI, DUE GIOVANI FERMATI E PORTATI IN CARCERE

DI GIANLUCA CICINELLI

C’è un dramma ulteriore nel dramma che ha sconvolto Roma con l’omicidio del giovane Luca Sacchi, freddato con un colpo alla nuca per aver tentato di difendere la fidanzata da un furto. Gli inquirenti hanno probabilmente risolto il caso, l’interrogatorio dei due sospettati, entrambi romani e di 21 anni, per l’omicidio si è infatti concluso con la messa in stato di fermo dei due sospettati. Ma a denunciare uno dei presunti killer è stata proprio la madre. “Temo sia stato mio figlio, forse è coinvolto nell’omicidio di Luca Sacchi, ha fatto una cazzata”. Questo avrebbe detto la donna agli inquirenti ieri sera, dopo essersi presentata spontaneamente in commissariato. Adesso i verbali degli interrogatori saranno sottoposti al vaglio del Gip, che dovrà decidere se convalidare gli arresti. Il giovane che avrebbe premuto il grilletto è incensurato mentre l’altro ha precedenti per spaccio.

Si delineano meglio intanto i contorni del giallo che si è concluso nel più violento dei modi. Tutto ha inizio due sere fa, il 23 ottobre intorno alle 23,30 davanti a un pub in via Franco Bartoloni, zona Colli Albani, direttrice via Tuscolana, Roma sud. Secondo indiscrezioni, tutte da verificare, contrariamente a quanto emerso nei momenti immediatamente successivi alla tragedia, tra Luca Sacchi, la vittima, e la fidanzata Anastasia e i due aggressori ci sarebbe stato un contatto poco prima dell’esito fatale. Sacchi, dicono fonti bene informate della Questura di Roma, già conosceva uno dei due, forse per piccoli acquisti di hashish effettuati in passato.

La coppia avrebbe tentato di acquistare della droga dai due ventunenni, ma questi si sarebbero accorti che nello zaino della ragazza, forse perché da lì aveva estratto il borsello con i soldi, c’era molto più contante di quello necessario alla transazione stabilita. A quel punto gli spacciatori sarebbero tornati verso la smart bianca con cui agivano nella zona e dove probabilmente nascondevano l’arma, e avrebbero inseguito i ragazzi cercando di togliere lo zaino dalle spalle di Anastasia, fino a colpirla con un bastone. A quel punto interveniva il fidanzato, esperto di arti marziali, che riusciva a colpire uno degli aggressori. Senza esitare l’altro impugnava la pistola sparando. Niente da fare per Luca Sacchi, trasportato già in gravissime condizioni all’ospedale San Giovanni.

Il giorno successivo, grazie alla denuncia della madre di uno dei due presunti omicidi, quello incensurato, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire il quadro e fermare i due aggressori, che nella notte hanno raccontato la loro versione dei fatti. La Procura di Roma ha emesso nei loro confronti un decreto di fermo per omicidio volontario in concorso. A convincere gli inquirenti, carabinieri e polizia questa volta hanno lavorato in tandem giungendo rapidamente alla soluzione, ci sarebbero ulteriori riscontri alla confessione dei due fermati. Fondamentale la testimonianza della fidanzata della vittima, che da subito ha parlato della smart bianca. Ma anche le telecamere della zona, subito verificate dagli investigatori, avrebbero dato riscontro positivo al racconto di Anastasia e dei testimoni oculari dell’aggressione. Manca ancora all’appello la pistola usata per l’omicidio. I due accusati sono stati per il momento portati nel carcere romano di Regina Coeli.