NON È REATO MOLESTARE LE ALLIEVE. ARCHIVIATA INCHIESTA SU BELLOMO

DI CLAUDIA SABA

Archiviata l’inchiesta milanese su Francesco Bellomo, l’ex magistrato accusato di stalking e violenza privata su quattro studentesse.
I fatti erano accaduti a Milano, nella sede della scuola di preparazione alla magistratura “Diritto e scienza”.
Lo ha deciso il gip, Guido Salvini. Indagato anche a Bari, Francesco Bellomo era balzato alle cronache per il “dress code” che era solito imporre alla sue studentesse e borsiste.
Nel luglio scorso, era stato anche arrestato.
Con l’accusa di maltrattamenti e
lesioni personali gravi nei confronti di quattro donne, tre borsiste e una ricercatrice della sua Scuola di Formazione per la preparazione al concorso in magistratura ‘Diritto e Scienza’ di Bari.
Le vittime avevano “l’obbligo di svolgere attività sessuale ogni volta che Bellomo lo richiedesse”.
Inoltre con “l’artifizio delle borse di studio offerte dalla società”, sottoponeva le ragazze a forti pressioni di natura personale, come il divieto di sposarsi e l’obbligo di indossare minigonne con tacchi alti.
Un controllo vero e proprio sulla vita privata e sentimentale.
“Un dress code suddiviso in ‘classico’ per gli ‘eventi burocratici’, ‘intermedio’ per ‘corsi e convegni’ ed ‘estremo’ per ‘eventi mondani’”.
Il provvedimento era stato poi revocato e dopo 20 giorni ai domiciliari, l’ex giudice, era tornato libero.
Secondo il gip Salvini, anche se “molte delle richieste rivolte alle borsiste appaiano inconferenti con quelli che sono i normali caratteri di un rapporto di collaborazione accademica e siano state sovente avanzate con insistenza attraverso telefonate in tarda serata e invio di e-mail, non può ritenersi che le stesse valgano ad integrare una condotta abituale di molestia e minaccia”.
E ancora, prosegue il giudice: “Nelle attività svolte da Bellomo non si ravvisano condotte rilevanti sul piano penale”.
Nessuna condanna.
Il sessismo, l’abuso e il ricatto psicologico, non sono da considerarsi reato.