ROMA, UNA “MADRE CORAGGIO” DENUNCIA IL FIGLIO OMICIDA

DI RENATA BUONAIUTO
Mentre sono ancora accesi i riflettori su Daniela Manzitti, la mamma coraggio che nel 2017, fermò la latitanza del figlio Michael, denunciandolo alle forze dell’ordine, un’altra mamma Giovanna Proietti riempie le cronache dei giornali per aver deciso di dire “Basta” agli errori del figlio.
Meglio in galera che fra gli spacciatori”. Con voce ferma e decisa insieme ad uno dei suoi quattro figli si è recata giovedì intorno alle 20,00 presso il Commissariato di San Basilio a Roma ed ha denunciato il figlio Valerio.
Un passo indietro.
E’ Mercoledì 23 ottobre, Luca Sacchi e la sua fidanzata Anastasiya Kylemnyk, sono fuori un pub di zona Colli Albani, si avviano verso il parco della Caffarella quando subiscono una rapina. La ragazza viene colpita alla testa con un bastone, poi le portano via lo zaino, Luca si ribella ed affronta i rapitori che estraggono una pistola e lo feriscono alla testa. Il ricovero in ospedale è immediato ma per Luca la situazione è estremamente grave, qualche ora dopo verrà dichiarata la morte cerebrale. Quella che sembrava essere una rapina, si trasforma in tragedia ma al tempo stesso nuovi scenari si aprono sull’aggressione. Il capo della Polizia Franco Gabrielli dichiarerà:
Gli accertamenti che l’autorità giudiziaria disvelerà quando riterrà opportuno non ci raccontano la storia di due poveri ragazzi scippati. Lo dico tenendo sempre ben presente, non vorrei essere equivocato su questo, che stiamo parlando della morte di un ragazzo di 24 anni. Parliamo di una vicenda gravissima. È morto un ragazzo di 24 anni, questo dovrebbe imporre ad ognuno di noi un atteggiamento di grande riflessione e rispetto”.
Si parla di droga, di mazzette di soldi da 50 euro nello zaino di Anastasiya, di un regolamento di conti, di un’intimidazione finita male.
Passano meno di 24 ore ed Andrea Del Grosso, fratello di Valerio, viene raggiunto al telefono da un amico **Cristian Bertoli, **gli deve parlare urgentemente, forse il fratello quella sera era lì, forse impugnava proprio lui quella pistola.
Andrea racconta tutto alla madre, Valerio era sempre stato un ragazzo difficile, e la paternità non era riuscito a cambiarlo, anzi la sua compagna, dopo una denuncia per maltrattamenti, aveva deciso di lasciarlo. La mamma però continuava a sognare per quel figlio un futuro diverso.
Immaginava per lui un lavoro che lo tenesse lontano dalle cattive amicizie che tanto lo avevano influenzato e manipolato.
Un’occupazione presso la pasticceria poco distante da casa le era apparsa come un miracolo, forse le sue preghiere finalmente erano state accolte, forse per lei era arrivato il tempo di porre fine alle tante lunghe notti insonni.
Ma mercoledì Valerio era stranamente andato via dalla pasticceria prima della chiusura, il suo telefono era irraggiungibile, per quanto dolorose e drammatiche quelle accuse Giovanna non poteva ne voleva essere sua complice. Una mamma come lei stava piangendo suo figlio, lei non poteva sopportare di vivere un solo istante ancora con quel sospetto.
Certo varcare quel portone non sarà stato facile, forse proprio il coraggio di Daniela Manzitti, che anni prima aveva “tradito” suo figlio nella consapevolezza che quella sarebbe stata l’unica strada per salvarlo, le ha dato la forza di dar voce ai suoi sospetti e di far partire le ricerche: Temo sia stato mio figlio, forse è coinvolto nell’omicidio di Luca Sacchi -.
Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, entrambi 21enni sono stati rintracciati poche ore dopo.
Davanti al gip, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Perché per ammettere i propri errori occorre coraggio…