Alessandro Ambrosini (foto di Marco Milioni)

AMBROSINI SU MANIERO: DALL’ARRESTO PER VIOLENZA ALL’ENIGMA «DEL PATRIMONIO DELLA MAFIA VENETA»

DI MARCO MILIONI

Difficoltà economiche dovute ad un patrimonio non più accessibile che si portano dietro difficoltà sul piano psicologico tanto da degenerare in un conflitto da codice penale con la compagna. È questo lo scenario che alle telecamere di Alganews.it descrive Alessandro Ambrosini dopo l’arresto, per presunti maltrattamenti proprio sulla compagna, avvenuto nel Bresciano a carico di Felice Maniero ex boss della mala del Brenta. Ambrosini, blogger, fondatore di Nottecriminale.news, collabora con FanPage e il Tempo, conosce a menadito la mafia del Brenta, alla quale ha dedicato una monografia.

Ad ogni modo dopo i fatti che hanno coinvolto Maniero, già noto come «faccia d’angelo», Ambrosini (in foto) si dice molto scettico sulla condotta dei media, specie nei confronti «di certa carta stampata del Nordest» che avrebbe riservato all’ex numero uno della mafia veneta un trattamento «di favore, se non addirittura agiografico». Si tratta di una critica che su Vvox.it condivide anche Giulia Guidi, la quale peraltro, con una annotazione originale, si domanda come mai nei confronti dell’ex boss non si siano levati gli scudi della galassia femminista. Per di più Ambrosini, che non è nuovo ad uscite del genere, non è tenero nemmeno con alcuni settori della magistratura. «Per certe toghe e per certi giornalisti – rimarca – per qualche ragione a me ignota c’è la necessità di accreditare l’idea che Maniero corra pericoli a causa della minaccia di qualche ex sodale. Bene questo pericolo non esiste» attacca Ambrosini il quale invita, «come in altre circostanze ha fatto Report per esempio, ad accendere un riflettore degno di questo nome su chi sia davvero Maniero oggi: chiaramente in relazione a quanto attorno a lui è successo nel passato».

Il blogger infatti si riferisce a quei giornalisti, pochi peraltro, i quali da anni sostengono che dietro la parabola dell’ex bandito padovano ci siano stati pezzi dello Stato, a partire da alcuni ambienti dei servizi segreti. Da questo punto di vista Ambrosini negli anni ha creato diversi parallelismi con le vicende della banda della Magliana e poi, più in generale, con altre mafie. Tanto più che agli addetti ai lavori non sono sfuggite le dichiarazioni shock dello stesso Ambrosini, quando nel dicembre dell’anno passato durante un convegno in terra berica dedicato alle mafie nel Veneto, davanti a rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, fra lo stupore dell’uditorio, spiegò che «sarebbero arrivati alcuni dossier esplosivi sul tavolo della procura antimafia di Venezia». In quella circostanza Ambrosini con una punta polemica, lo riporta Vicenzatoday.it, aggiunse: «Vorremmo capire quali riscontri abbiano prodotto quelle segnalazioni, perché fa una certa impressione vedere Maniero sui giornali e in tv trattato come una star senza che nessuno gli chieda conto dei reconditi più oscuri della sua carriera. Una oscurità nella quale si avverte la presenza anche di pezzi delle istituzioni». Queste nel dettaglio le parole del fondatore di Nottecriminale.news, il quale a più riprese ha spiegato «che quei dossier esplosivi» non sono stati redatti «dall’ultimo degli sprovveduti, bensì dalla Dia di Roma».

Si tratta di parole che pesano come pietre, anche alla luce del fatto che Ambrosini, proprio alle telecamere di Alganews.it, dichiara che un pezzo consistente del patrimonio criminale della mala del Brenta è custodito presso «volti insospettabili dell’imprenditoria del Nordest», tanto che si può parlare di «un vero enigma per quanto concerne il patrimonio della mafia veneta». Ora che cosa contengano le carte «approntate dalla Dia romana», al momento non è dato sapere. Ad ogni modo rispetto alle accuse di violenza piovute addosso a Maniero quest’ultimo, per il tramite dei suoi legali, fa sapere che è vero che con la compagna ci sono stati alcuni momenti di grande conflittualità anche se in questo senso l’ex boss respinge ogni tipo di addebito penale a suo carico.

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