BARCELLONA: POBLE SEC DI GUSTO SULLE TRACCE DEI FRATELLI ADRIÀ

DI FEDERICA GIULIANI

 

Ci sono esperienze di alta cucina che valgono la pena di prendere un volo per catapultarsi in un’altra dimensione, fatta di solo gusto e divertimento. Così, se andare a Barcellona per un weekend e sedersi a tavola per un totale di dieci ore, potrebbe sembrare ai più un’idea assurda, chi sa trovare gioia nel cibo troverà in questo racconto spunti per andare a Poble Sec, quartiere popolare che i fratelli Adrià hanno contribuito a ravvivare.

Poble Sec e i fratelli Adrià

Situato tra il porto di Barcellona e la collina di Montjuïc, il quartiere Poble Sec ha un’ottima posizione geografica. Popolare e multietnico, ha ispirato i fratelli Adrià nella creazione del loro impero gastronomico El Barri, che comprende cinque ristoranti. Un modo per dimostrare amore per la propria città; un modo per invogliare i turisti ad andare oltre la Rambla a scoprire l’anima di questa città dipinta da mille colori.

Un luogo che, in epoca medievale, era solo di uso agricolo ma che nella seconda metà del XVIII secolo vide la nascita di nuove attività manifatturiere. Nel corso del tempo, oltre all’attività industriale, il quartiere iniziò ad essere associato al mondo dello spettacolo del Paral·lel: la fama di teatri come El Molino, l’Apolo, il Condal e il Victòria lo trasformarono nel centro della vita notturna della città. Oggi la vita culturale ha promosso una nuova offerta, soprattutto gastronomica. Infatti è a Poble Sec che, nel fine settimana, bisogna andare a prendere un aperitivo, magari a la Bodega 1900, sempre parte dell’impero Adrià. Poble Sec di raggiunge facilmente a piedi o in metro.

Tickets, la Vida Tapa

Un ristorante che è anche un po’ circo. Lo si capisce già all’ingresso, dove vengono consegnati dei biglietti (Tickets, appunto) per accedere a quello che, a tutti gli effetti, assomiglia a un circo d’altri tempi. L’idea di cucina, qui, trasforma le tradizionali tapas spagnole in bocconi dalla preparazione complessa che si traducono in un’esperienza sempre nuova. È un locale felice e informale, dove ci si sente a proprio agio nonostante la stella Michelin e il posto nella classifica dei 50 ristoranti migliori al mondo. Da bere, tanti vini tra cui scegliere ma anche birra alla spina, come nella migliore tradizione spagnola.

Lo spazio brulicante di persone è puro divertimento, anche grazie all’arredamento piuttosto kitsch ma che mette allegria. Immancabile l’oliva sferificata di Ferran Adrià, ma non mancano sorprese come la pelle croccante di pollo con sardina o l’abbinamento calamari-lardo; o ancora, l’ostrica marinata in escabeche o il foie gras con anguilla affumicata. L’ultima sorpresa attende poi nella sala dedicata ai dolci, a cui si accede con un altro ticket. La sensazione di trovarsi nel film La fabbrica di cioccolato è immediata e non delude di certo. Tra i dessert da assaggiare, la celebre cheescake con cioccolato bianco e formaggio Columier.

Info: le prenotazioni vengono aperte sul sito ogni due mesi, a mezzanotte, e ogni volta si esauriscono in un attimo. Ma vale la pena tentare.

Costo: Una media di 120 euro, bevande escluse

Enigma: avanguardia gastronomica

In questo spazio Albert Adrià e il suo team raggiungono livelli di cucina stellari in un ambiente volutamente asettico, dove potersi concentrare esclusivamente sui piatti. Si accede al ristorante con un codice ricevuto via email e si viene catapultati in una dimensione estranea al pianeta Terra. Le pareti grigie, alternate a quelle di vetro, creano un labirinto da percorrere durante le 4 ore dedicate al pasto. Si inizia dalla Cava, dove si assaggiano le prime delizie scegliendo cosa bere durante l’intero itinerario. Io ho scelto la degustazione di bevande analcoliche per provare qualcosa di nuovo e non togliere spazio calorico ai piatti.

Dopo un air-pancake con pistacchio e yuzu e il rinomato pane di vetro (in questo caso con tartufo bianco d’Alba) si passa a la Barra, la zona dedicata ai frutti di mare, dove veniamo accolti da uno straordinario foie gras cotto per dieci minuti, sotto i nostri occhi, con sale di acciuga; a parte questa prima portata, il mare qui è il re e si manifesta nei pregiati persebes e nel gambero rosso servito con la testa già pulita a parte. Alla Planxa, invece, arriva la terra tra porcini grigliati e tamale con cervello di coniglio.

Al tavolo principale, infine, si consuma il resto del pasto all’insegna dell’enigma: a questo punto viene richiesto di provare a individuare i tanti e complicati ingredienti prima di scoprirne l’effettiva composizione.  Tra piatti che difficilmente scorderò ci sono l’acqua di Iberico e pomodoro e la fragola con fondo di agnello. A un certo punto è spuntata anche una formica amazzonica che sa di limone, ma ero impegnata con un piatto a base di funghi.

Il percorso termina nell’adiacente speakeasy, che porta il nome del primo bar (ma ormai chiuso) di Adrià: 41°. Immersi in un’atmosfera tipicamente newyorkese viene servito l’ultimo cocktail scelto tramite un gioco di tappi. Solo in questa ultima tappa noterete la targa con la stella Michelin.

Costo: 220 euro il menù degustazione, 56 euro abbinamento analcolico, 120 euro abbinamento di vini

Info: El Barri

Un consiglio per dormire

Comodo alla metro e a pochi passi da Casa Batllò, l’Alexandra Barcelona Hotel – Curio Collection by Hilton è un ottimo punto base per esplorare la città. È un boutique hotel dove si incontrano storia e arte. L’edificio del XIX secolo completamente rinnovato riflette il fascino e l’eleganza di Barcellona: i mobili di design, i pavimenti originali di mosaico e la quercia naturale utilizzata in molti spazi rendono l’hotel particolarmente piacevole e accogliente. Non mancano una piscina, una sala fitness, un ristorante e un delizioso bistro a livello strada dove assaggiare i pregiati prosciutti spagnoli, godendo del clima sempre piacevole. Ottima anche la colazione a buffet, che propone molti prodotti locali come i salumi e i churros.

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