UMBRIA, CON LA TESEI AL TIMONE SCOMPAIONO I DIRITTI PER LE DONNE

DI CLAUDIA SABA

Davvero, noi donne, vogliamo personaggi come la Tesei al comando?
Davvero vogliamo questo?
Proprio noi che vediamo i nostri diritti lesi ogni giorno?
Vorremmo per noi questa “signora” che, poco prima del voto ha sottoscritto un patto con le associazioni tradizionaliste, contro aborto e coppie Lgbt?
Sarà uno dei primi atti che farà da presidente di Regione in Umbria.
Togliere diritti.
Agli altri ovviamente.
Perche’ i diritti di chi conta, cioè i propri e quelli di una destra che non ammette fragilità e debolezze umane, resteranno invariati.
Per suggellare questo patto osceno, la scorsa settimana, tre personaggi politici si sono incontrati a Perugia.
Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini.
Hanno firmato un manifesto insieme ai prestigiosi ospiti del Family Day.
Quelli che danno voce alle tante associazioni a sostegno della famiglia tradizionale, per intenderci.
Quelli contro l’aborto e ogni diritto per le coppie LGBT.
Due nomi “importanti” tra i presenti?
Gli omofobi Massimo Gandolfini e Simone Pillon.
Il manifesto porta la firma dei tre individui della destra italiana, delle associazioni, degli ospiti e della Tesei. Il nuovo che avanza nella Regione Umbria.
Che, come primo e improrogabile impegno, tornerà indietro nel tempo.
Eliminando il testo che riguarda “le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere“. La legge sull’omofobia.
I diritti dei più deboli, di chi non ha voce.
È davvero questo che noi donne vogliamo?
Proprio noi che combattiamo da anni per veder riconosciuti i nostri diritti?
Diritti che dovrebbero essere la normalità in un paese civile.
Fatevi qualche domanda.
Davvero vogliamo togliere diritti ai nostri figli e a chi la pena diversamente da noi?
A chi vive una vita diversa dalla nostra?
Questa non è democrazia.
È imposizione.
E chi appoggia imposizioni da parte di personaggi che invece ipocritamente mantengono i propri diritti e privilegi, è complice.
È orrore della peggior specie.
Si vuole proteggere la famiglia tradizionale?
Bene. Giusto.
Ma la mamma, nella famiglia tradizionale, non priva un figlio di un diritto.
Non castra i suoi sogni e le sue libertà.
Io voglio la democrazia per i miei figli.
Perché, anche se “non sono d’accordo con quello che dici, darei la vita perché tu lo possa dire”.
E solo la democrazia garantisce il diritto alla libertà