95^ GIORNATA DEL RISPARMIO: UN RITO INUTILE

DI GIOVANNI FALCONE
il 31 ottobre è stata la Giornata Mondiale del Risparmio e Il presidente Mattarella ha sottolineato: Le istituzioni sono chiamate ad assicurare la fiducia nel sistema”.
Con quanto e’ successo negli ultimi anni, in conseguenza del fallimento di numerose banche, anche solo ricordare questa ricorrenza per i tantissimi risparmiatori truffati sembra quasi una bestemmia.
Anche il Ministro dell’economia e finanze Gualtieri, intervenendo ha inteso sottolineare che la “sostenibilita’ della finanza pubblica e’ importante per l’Italia”.
Perche’ non sia soltanto un rituale di circostanza, bisognerebbe dare vita e soprattutto dignita’ al dettato costituzionale dell’art.47 che testualmente recita: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.”
Crisi bancarie
Le recenti crisi bancarie che hanno registrato numerose insolvenze verso il popolo dei risparmiatori, deteminando danni economici indicibili, hanno evidenziato non solo la facilita’ ed il livello di approssimazione nell’esercizio del credito, ma soprattutto la facilita’ con la quale queste anomalie sono state occultate nei bilanci di queste banche.
In pratica, per un credito allegro e senza garanzia erogato negli anni, a decorrere dal 2011 e fino al 2015, questa situazione e’ stata occultata nei bilanci, chiamando crediti cio’ che erano delle sofferenze certe.
Questo risultato reale, si e’ potuto accertare soltanto in conseguenza degli “stress test” operati dalla Banca Centrale Europea, al fine di accertare la c.d. solidita’ patrimoniale degli istituti di credito interessati (Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Popolare dell’Etruria, Cassa di Risparmio di Chieti, di Ferrara e delle Marche).
Al netto delle indagini della magistratura finalizzate a comprendere le responsabilita’ individuali dei banchieri, della malagestione e l’enorme malaffare che ne e’ conseguito, quello che maggiormente sconvolge in situazioni di tal fatta, e’ la facilita’ con la quale informazioni cosi’ delicate vengono aoccultate per anni ai risparmiatori, al mercato, agli organi di vigilanza, interni come l’internal audit, collegio sindacale ed istituzionali come la Consob e la Banca d’Italia.
In definitiva, se questa e’ stata la storia recente, sarebbe preferibile evitare questi festeggiamenti e fare in modo che i controlli siano seri e concreti a beneficio della parte debole del sistema, destinata a soccombere, quale appunto la figura del risparmiatore.
Alla fine, controllare qualche bilancio in piu’ e festeggiare qualche ricorrenza in meno, potrebbe essere un modo per migliorare significativamente un’azione di controllo che nella storia recente nessuno ha potuto notare.