GOVERNO, LA SINDROME ORBAN SEMPRE PIÙ VICINA

DI ROBERTO SCHENA

Conte è la figura popolare della sinistra, ma è debolissimo
GOVERNO, LA SINDROME ORBAN SEMPRE PIU’ VICINA
Il punto di rottura non si chiama Salvini, ma Renzi

ll Corriere sembra ormai diventato la Padania, l’organo della Lega, quando usciva. E la Repubblica, anzi, il gruppo De Benedetti, non aiuta questa sinistra allo sbando. Abbiamo un governo che recupera 5 miliardi con la Finanziaria, una bazzecola rispetto ai numeri del passato, ai problemi finanziari di oggi, eppure per loro questo “è il governo delle tasse”. Abbiamo un potenziale premier, Salvini, sicuramente impresentabile in tutti i paesi europei, ma qui tutti lo danno per “molto bravo”. Con lui chiudono un occhio, o due, solo a Conte, l’unico che può contrastarlo, fanno un processo quodidiano per ogni minima cretinata.

Ma il colpo, forse mortale, al Governo e alla sinistra gliel’ha dato Renzi, quando ha annunciato di farsi il suo partito e di chiamarlo Italia viva, che non è il nome di un partito ma uno slogan calcistico all’incontrario. E’ l’alter ego di Forza Italia senza i milioni e le tv rassicuranti di B. Guardandosi dall’avvisare delle sue intenzioni, Renzi ha lasciato che si formasse il nuovo governo, per poi mettere Conte e il Pd in braghe di tela. Oggi Conte, per quanto il più popolare della sinistra, è debolissimo. Di Maio non serve a nulla, sembra finito in una trappola per topi, non sa più muoversi, a dire il vero non ha mai saputo farlo, è una figura sopravvalutata. Che cosa avrebbero dovuto fare gli elettori umbri, secondo voi, che cosa quelli emiliani, votare la sinistra di nuovo, quando nemmeno Renzi e Di Maio ci credono? Anzi, sono i primi a non crederci.

Peccato perché dopo la stoccata di Conte a Salvini in Parlamento, la nuova coalizione aveva preso la rincorsa e sembrava lanciata bene. Lo stop drammatico è arrivato con la secessione di Renzi, la cui politica, si badi bene, non è salvare la sinistra o il governo, ma al contrario rinforzare se stesso, liquidare Conte e portare Salvini a palazzo Chigi per consentire a se medesimo di riprendere le redini del centro.

Giustamente, qualcuno osserva che la tendenza dell’elettorato è di radicalizzarsi: o a sinistra o a destra. Non è la sinistra che è morta, ma il centro, soprattutto se la destra si presenta moderata, come vorrebbe Salvini. Quindi attenzione, perché con questi chiari di luna, con questo quadro, il nuovo trionfo di Salvini in Emilia R. è certo. E attenzione ancora, con una sinistra sempre più in frantumi non durerà una sola legislatura, rischiamo un annoso effetto Orban, una sindrome destinata a durare.