FIRENZE E LA PIANA. UN AEROPORTO PICCOLO ED UN GRANDE PARCO

DI LUCA SOLDI

 

 

IN fondo quello che vogliono offrire alla Piana di Firenze, Prato e Pistoia è un nuovo aeroporto piccolo, piccolo.

Piccolo, misero, come la storia che lo ha generato.

È piccolo perché rappresenta una visione incentrata sulla gestione del territorio che non tiene affatto conto delle condizioni del territorio al tempo nostro.

I costruttori del progresso lo bramano facendosi forti della necessità di averlo più grande, più accogliente, adeguato alle esigenze del tempo per viaggiare per partire, per fare affari.

La politica, trasversale, finge di averne bisogno, lo sposa.

I due Matteo fanno appena a tempo a rendersi conto che ormai, al tempo di Greta,  la scelta è ormai inutile, costosa per ambiente e contribuenti, ma non possono confermarlo.

Dimenticano pure i consigli, i messaggi, le preoccupazioni di quanti un tempo sono stati anima e cuore di quella struttura.

Usano lo specchietto che quel nuovo aeroporto creerà grande opportunità di lavoro, riempirà Firenze di turisti come se già non ne scoppiasse abbastanza.

Accusano quanti vorrebbero impedirne la costruzione di esser guidati dalle forze del male.

Di essere strumenti dei campanilismi. Di essere gli oscurantisti.

Storcono la bocca a sentire parlare di “nuovo” aeroporto perché considerano la “grande opera” una semplice ristrutturazione.

Nascondono i discorsi delle persone impegnate nella cura e nella custodia dell’ambiente.

Quello che richiedono, dall’alto della loro posizione, è un adeguamento ai tempi moderni.

Nascondono il fatto (che da solo basterebbe a far indignare) , della sistematica volontà di ridimensionare quello di Pisa togliendo, ridicolizzando il collegamento ferroviario diretto fra Firenze e l’aeroporto di Pisa.

Creando poi, come hanno fatto, a tavolino la necessità di mettere in piedi una ennesima grande opera, fonte di lavoro per la Giustizia, come il Pisa Mover.

Uno scempio politico, economico ed infrastrutturale sul quale invito ognuno a farsi una propria opinione partendo a ritroso dalla constatazione del fallimento in termini di gradimento ed utilizzo ch’è facile constatare ogni giorno.

Ecco mostrare il vero volto dei costruttori di “bisogni” mentre in realtà ben altre sarebbero le destinazioni utili per creare opportunità di lavoro, di vera “crescita”.

Mentre minimizzano il fatto che intere comunità, intere amministrazioni, vere parti della Piana, hanno intrapreso meditati percorsi che hanno portato poi a intraprendere i ricorsi nelle opportune sedi perché non si proceda oltre.

Altro che creare “bisogni” e sperare di finir di riempire la Piana, di cemento, di grandi “cattedrali”, di stravolgerla dal punto di vista idro geologico, di riempirla di nuove fonti di polveri oscure e rumore.

Altro che creare nuove “servitù” ad una comunità a vantaggio di pochi.

Altro, appunto che progresso, mentre si fa finta che un Tribunale non ha evidenziato non una o due osservazioni ma decine.

Più di cento, ben più di cento che puntualmente pesano e peseranno su quanti vogliono questa “grande opera”. Altro che appellarsi ai tifosi di una squadra, cuore della città, per farne cavallo di Troia al consenso.

Altro che cercare di “convincere” con i paragoni con altre infrastrutture che in altri luoghi ed altri tempi hanno poi segnato il destino del Paese

Questo aeroporto, nuovo ed inutile oltreché dannoso e costoso è davvero piccolo.

C’è solo il bisogno, creato appunto a tavolino, di creare profitto e cassa ai soliti noti.

Intanto però fanno ricorso, alimentano divisioni, lanciano segnali sibillini all’approssimarsi del voto regionale.

Mentre nel frattempo raccontano di verde, ambiente, economia circolare e cultura del bene 

Hanno imparato la lezione ma solo a memoria, senza passione.

Non ci arrivano proprio a capire come ogni aereo riesca ad inquinare più di seicento auto, non arrivano a comprendere quante infrastrutture per la Piana davvero potrebbero essere costruite con quella montagna di soldi.

Di quanto il Parco della Piana potrebbe crescere.