IL CASO PIOMBINO E LE BUGIE ELETTORALI DEL CENTRODESTRA

DI FABIO BALDASSARRI

Mi ero ripromesso una lunga disamina dopo aver letto il dispositivo conseguente al “sì” del nucleo di valutazione per la VIA al piano proposto da Rimateria per la discarica di Ischia di Crociano, ma non la farò o, almeno, non con un pezzo privo delle considerazioni per quanto potrebbe accadere nel medio-lungo periodo. Quello che dovrebbe essere chiaro a tutti già oggi è, difatti, che la discarica di Ischia di Crociano non è stata altro che il “cavallo di Troia” del centrodestra per condurre la sua battaglia elettorale a Piombino e, adesso, essendo risultata nel breve periodo vincente, tentano di replicarla nei confronti della Regione Toscana in vista delle elezioni del prossimo anno. Avete capito bene? Ho detto “cavallo di Troia” perché avendo confermato a priori, il nuovo sindaco di Piombino, di non condividere il piano di Rimateria né in toto né con le prescrizioni richieste dai tecnici della Regione, dimentica un tassello importante: cioè che lui stesso ha rivendicato la responsabilità dell’accordo con i soci privati di Rimateria per nominare un certo Pellati (83 anni, esponente di lungo corso della Lega Nord, esperto di attività inquinanti come quelle conciarie) alla presidenza del Cda da cui, in ultimo, anziché dimettersi (si è schermito dicendo che non poteva far altro visto che i privati al contrario di lui e del sindaco erano daccordo) ha inviato al nucleo di valutazione il documento su cui si è basato il giudizio finale.

Ancor peggio! Il sindaco e la sua maggioranza amministrano legittimamente Piombino (hanno vinto al ballottaggio contro la coalizione del Pd) però non è accettabile che il primo cittadino possa esprimere una visione tanto totalizzante da infischiarsene sia dell’ascolto sia del confronto con quanti, democraticamente, non la pensano come lui. Sulle pagine de Il Tirreno si è letto, invece, che testualmente il sindaco Ferrari capovolge il discorso e dichiara: «Il presidente Rossi non ascolti le mie di strilla, se crede, ma non potrà ignorare a lungo quelle dei cittadini. Piombino la discarica non la vuole». In realtà è questo sindaco che non la vuole, e semmai la maggioranza che l’ha votato (sia pure con diversità di toni e motivazioni). Ma c’è un’altra parte della Città, tanto più se la si allarga all’intero territorio della Valdicornia, che si chiede come e quando avranno luogo le bonifiche nelle aree industriali dismesse senza adeguata impiantistica, come e quando si opererà per il risanamento della discarica ex-Lucchini Li53 e, in ultimo, come si procederà per la rimozione o la messa in sicurezza delle enormi strutture industriali sempre più obsolete e fatiscenti (basti pensare all’altoforno ormai fermo da anni e alle cokerie).

Solo campagna elettorale per il centrodestra, dunque, quella di questo sindaco e della sua maggioranza in vista delle elezioni regionali. Paure da diffondere e poi, per il resto, buio pesto. Tale e quale (sebbene con motivi diversi in ragione della prossimità con altre questioni) la linea comunicativa perseguita dal trio Salvini-Meloni-Berlusconi che, ormai, è in perenne campagna elettorale. Mi permetto, allora, di segnalare tutto ciò come esempio e, in particolare, lo segnalo ai dirigenti Pd della federazione Piombino-Isola d’Elba-Valdicornia perché, dopo la sconfitta del giugno scorso, mi sembrano diventati un po’ come la bella addormentata nel bosco. Se vi sono responsabilità amministrative per essere giunti a questo punto, abbiano il coraggio di ammetterlo e facciano pulizia ma, subito dopo, diano seguito a questa semplice raccomandazione: «Svegliatevi!». E questo vale anche per l’intero Pd perché i partiti seri dovrebbero ricordarsi sempre delle proprie radici per rinsaldarle, estenderle e, pare ovvio ma non lo è, per assolvere con coraggio e lungimiranza ai compiti che sono stati loro assegnati dagli elettori sia quando sono al governo, sia quando sono all’opposizione.