È MORTA MARIA LAFORET, “LA RAGAZZA DAGLI OCCHI D’ORO”

DI GIOVANNI BOGANI

E’ morta sabato a ottant’anni, nella Svizzera dove viveva da tempo, Marie Laforet, “la ragazza dagli occhi d’oro”. È il nome del film del 1961 che la rese famosa, il nome della canzone che interpretò vendendo milioni di dischi. Quando girò il film, tratto da un romanzo di Honoré de Balzac, Marie aveva vent’anni, una bellezza irresistibile, fascino e carisma: il risultato di un carattere forte, di un’educazione chic, di un terribile trauma infantile.

Il segreto lo rivelò soltanto cinquant’anni dopo: quando aveva tre anni, un vicino – che abitava nella casa di famiglia – la violentò. “Mi tenne premuto un cuscino sulla faccia affinché non gridassi. Io, sentendo che la mia vita era in pericolo, accettai di tacere. È lì che è nato il mio senso di colpa, dalla scelta che ho fatto di essere impura. Ma il fatto di essere sopravvissuta a questa violenza mi ha dato una forza enorme”.

Il suo vero cognome era Douménach; il suo nome era Maitena, che in basco significa “l’amata”. Crebbe in una famiglia ricca e colta, il padre scienziato e filosofo, la madre che adora la musica classica: lei legge Dante a dieci anni, pensa di diventare suora carmelitana. Ma un giorno accompagna la sorella maggiore Alexandra, che studia teatro, a un concorso per giovani talenti. La sorella rinuncia all’ultimo momento: canta lei. Finisce prima fra tremila partecipanti. Il regista Louis Malle la nota, la fa debuttare in “Delitto in pieno sole”. Sposa il regista Jean-Gabriel Albicocco che la dirige nel 1961 in “La ragazza dagli occhi d’oro”. Quel soprannome le rimarrà tutta la vita.

Il matrimonio dura poco – voci di una sua relazione con Charles Aznavour – ma il successo no: incide il 45 giri “La cantante dagli occhi d’oro”, vende milioni di dischi, gira “La notte del peccato”, del 1962, “Il diavolo sotto le vesti”, del 1963, “Sciarada alla francese” del ’64, “Le soldatesse”, nel 1965, diretta da Valerio Zurlini. Dirada piano piano le apparizioni, abbandona la canzone commerciale per la musica folk, il cinema di cassetta per il teatro. La ritroviamo ne “La Piovra 3” nel 1987, “L’avaro” con Sordi nel 1990. Lascia tre figli, fra cui Lisa Azuelos, sceneggiatrice e regista della fiction “Dalida” con Sveva Alviti, Scamarcio e Alessandro Borghi.