MA CHE C’AZZECCA L’ILVA CON IL RAZZISMO NEGLI STADI?

DI VANNI CAPOCCIA


Per Salvini “Un operaio Ilva vale 10 volte più di Balotelli”. Come se il problema del razzismo negli stadi fosse nato tra Balotelli e gli operai dell’Ilva di Taranto, e non in uno stadio distante centinaia di chilometri da Taranto tra un calciatore cittadino italiano e i razzisti della curva del Verona che lo insultavano per il colore della pelle.
E’ chiaro il tentativo di parlare d’altro. E non avendo funzionato quello maldestro del Presidente e dell’allenatore del Verona di trasformare il razzismo in sfottò, Salvini ha pensato bene di strumentalizzare la difficile condizione lavorativa degli operai dell’Ilva.
Vuol mettere gli operai Ilva contro il ricco calciatore e i suoi atteggiamenti da divo, come se l’insicurezza del loro lavoro, i rischi che corre la loro salute e quella degli altri tarantini dipendessero da questo e non dalle politiche industriali e dall’inquinamento.
E’ chiaro il tentativo di parlare d’altro, come se il razzismo negli stadi non esistesse nonostante Verona e la sfilata fascista per le strade scozzesi dei tifosi della Lazio in trasferta. per rimanere agli episodi più recenti.
Sarà altrettanta chiara la complicità della maggior parte dei media, a partire da quelli sportivi, nel seguirlo assecondando questa smaccata manipolazione.

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