FIORELLO E GLI AMICI

DI GABRIELE BOJANO

La cosa che più mi piace di Rosario Fiorello, che si conferma anche in soli 15 minuti il grande artista qual è, è il valore inestimabile che da’ all’amicizia: fateci caso, lui non lascia mai nessuno a piedi e in ogni cosa che fa si circonda di persone fidate, che lo capiscono al volo (il maestro Cremonesi docet). Sembra un’ovvietà ma il concetto del clan che per altri potrebbe avere un significato negativo, nel suo caso è espressione di vera generosità ed empatia. La sua forza sta anche in questo: sapere interagire con gli altri e non far pesare mai che lui è Fiorello. Certo non bisogna sgarrare, tirare troppo la corda o cercare di fare i furbi per vivere di luce riflessa: il “divorzio” da Marco Baldini ne è la prova evidente. Proprio in virtù di una disponibilità che mette sullo stesso piano Pippo Baudo e il cantautore Calcutta, Fiorello non ci ha pensato due volte ad accettare l’invito al festival di Sanremo partito dal neo direttore artistico Amadeus, con cui ha condiviso gli anni della gavetta. Altri, e potrei fare anche i nomi, preferiscono rimuovere il passato soprattutto se è imbarazzante, fatto di stenti e miserie. Fiorello no. Va fiero dei villaggi turistici, della radio, del karaoke. E di tutti quelli che ha anche solo sfiorato negli anni pionieristici. Per questo è un grande, come dice Aldo Grasso, l’unico vero showman dello spettacolo italiano. Viva Fiorello !