LA MELONI NON QUERELA REPORT. GUARDA A VOLTE IL CASO

DI LEONARDO CECCHI

 

Roma. Camera dei Deputati. C’è la conferenza stampa della Meloni. L’argomento: smentire le accuse di Report che vorrebbero il suo account pieno zeppo di follower farlocchi. Un’accusa che ha davvero fatto imbestialire Giorgia.

Alla conferenza si parla tanto. Tantissimo. Si tirano fuori dati, presunte osservazioni logiche. Quello è l’apice di una sequela di attacchi già messa in atto da una settimana a questa parte. Come quando disse che Report farerebbe giornalismo spazzatura. E tutto questo enorme lavoro ha un solo obiettivo: screditare quell’inchiesta considerata farlocca. Sotterrarla. Farla esplodere.

Nel fiume di parole, ad un certo punto però accade qualcosa. Accade che il giornalista di Report che ha fatto l’inchiesta si alza e fa una domanda. Una sola: “Scusi, ma perché allora non ci denuncia?”. C’è un attimo di silenzio. Esitazione. Poi torna il fiume di parole. Nessuna delle quali intende davvero rispondere a quella domanda. Cala il sipario: tutto il lavoro della Meloni per sotterrare quell’inchiesta muore lì. Non c’è altro da aggiungere.