LA MONTAGNA DI PROTESTE NON GIOVA AL FILM SUL DELITTO DEL CIRCEO

DI CLAUDIA BALDINI

Sei mesi fa, il produttore Riccardo Tozzi, aveva già annunciato la realizzazione di una fiction sul delitto del Circeo.
Una serie breve, da sei a otto puntate di circa 40 minuti.
Ma che nessun avvicinamento sarebbe stato tentato con Angelo Izzo o con la sua famiglia, mentre, per delicatezza e rispetto, sarebbero stati contattati i parenti delle vittime.
Ma alla fine il “mostro del Circeo” è stato consultato.
A lui, il compito di ricostruire punto per punto, l’atroce delitto.
Proprio nella villa di Punta Rossa, all’epoca di proprietà della famiglia Ghira e ora di una famiglia tedesca.
Per rendere le scene ancora più realistiche.
La serie, spiegò all’epoca Tozzi, “parlerà del delitto, ma non lo racconteremo con ricostruzioni. Ci concentreremo sulla storia di una giovane ragazza che non era pronta a tutto quello che sarebbe arrivato dopo. Una ragazza travolta dal vento del grande cambiamento”.
Ma, a quanto pare, non sarà così.
La Cattleya produrrà la serie tv.
Cattleya – Film and TV production – è la maggior casa di produzione cinematografica e televisiva indipendente in Italia. Al suo attivo vanta più di 60 film di cui diversi progetti in lingua inglese e oltre 10 serie tv.
E per questa nuova serie Tv, avrà un consulente di eccellenza.
Il protagonista.
Angelo Izzo, uno dei tre assassini del massacro al Circeo.
La Cattleya ha smentito la notizia.
Oggi, a distanza di tre giorni dalla pubblicazione su diversi quotidiani.
Diciamo che la montagna di proteste non giova al film

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